Brucchi: «D’Alfonso ci dica che fine farà la Asl di Teramo»

Nel consiglio di ieri il sindaco annuncia una seduta straordinaria alla quale invitare il governatore I consiglieri chiedono chiarimenti sul destino del Braga: tutti i docenti hanno chiesto il trasferimento
TERAMO. Il futuro della sanità teramana preoccupa il sindaco Maurizio Brucchi. Le voci che gli arrivano dalla Regione sul riassetto di Asl e ospedali abruzzesi suscitano allarme tanto da rendere indispensabile un consiglio comunale straordinario. Ad annunciarne la convocazione, durante la seduta consiliare di ieri dedicata alle interrogazioni, è lo stesso primo cittadino che ha già chiesto al governatore Luciano D’Alfonso la disponibilità di una data in cui essere in città per presenziare al dibattito.
«Vogliamo verificare la fondatezza delle voci sulla riorganizzazione della sanità regionale», spiega, «ed è giusto che questo si faccia con tutto il consiglio». Brucchi accenna alle indiscrezioni preoccupanti che, se confermate nei piani della Regione, si tradurrebbero in una pesante penalizzazione per il territorio teramano.
«Dobbiamo capire quante saranno le Asl», sottolinea, «se una, quattro o due e come saranno ridistribuiti gli ospedali di secondo livello». Il trattamento, avverte il sindaco, dev’essere paritario tra le quattro province. «I tagli vanno fatti a tutti», tiene a precisare, «Teramo ha cinque chirurgie ma all’Aquila ce ne sono nove e sul nostro territorio non c'è la sanità privata». Il consiglio comunale straordinario, dunque, servirà a fare chiarezza sui programmi della Regione e a scongiurare provvedimenti che creino discriminazioni tra una provincia e l'altra.
Alla questione sanità. suscitata da Franco Fracassa (Futuro in) anche in riferimento alla vicenda dell’assistenza domiciliare a pagamento per disabili, si aggiunge l’ennesimo capitolo relativo allo svincolo del lotto zero alla Gammarana. Secondo Maurizio Verna (Pd), il progetto subirà una pesante menomazione. È quanto emergerebbe da una delibera approvata in giunta all’inizio di agosto che di fatto cancella la realizzazione della rampa che dal quartiere immette sull’A24 in direzione L’Aquila. «Questa parte del progetto è sparita», evidenzia il consigliere, «come si è volatilizzata una parte della somma disponibile». Nel ricalcolo delle spese, comprensive anche degli espropri riavviati dopo il blocco disposto da una sentenza del Tar, a detta del consigliere sarebbero evaporati circa 1,4 milioni di euro. Il danno ecomico, per il quale Verna ritiene doveroso l'intervento della corte dei conti, sarebbe aggravato dagli 1,8 milioni di euro richiesti dalla ditta appaltatrice come risarcimento per i ritardi nell'avvio dei lavori dovuti a errori procedurali da parte dell'amministrazione. «La rampa non è sparita», assciura il sindaco, «ne abbiamo solo posticipato la realizzazione». Il provvedimento adottato dalla giunta non dipenderebbe da colpe del Comune. «Abbiamo dovuto rinviare questa parte dell’opera», spiega Brucchi, «per una diatriba tra Anas e ministero dei Lavori pubblici su problemi a noi indifferenti». Per evitare ulteriori ritardi, dunque, la rampa è stata stralciata. «Il progetto, però, non è cambiato», insiste, «e con la stessa somma faremo tutto; quest’intervento non genererà un nuovo debito fuori bilancio».
In aula torna anche il destino del Braga. La questione è messa in risalto da Guido Campana (Al centro per Teramo) e Fabio Berardini (Movimento 5 stelle) che, alla presenza di una rappresentanza dei docenti e del comitato dei sostenitori dell’istituto, chiedono all’amministrazione ulteriori impegni per evitarne la chiusura. Brucchi conferma che la statizzazione disposta dal ministero scarica i costi sugli enti locali e non può essere attuata in questi termini ma raccoglie la proposta di convocare un tavolo istituzionale per affrontare il problema. Nel fratttempo, però, i docenti senza stipendio da oltre un anno hanno richiesto il trasferimento sulla base di una recente ordinanza ministeriale che attiva la mobililtà del personale. Solo uno di loro non ha presentato la domanda.
Gennaro Della Monica
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