Brucchi gira bendato per la città

20 Dicembre 2015

Iniziativa dell’Unione ciechi, il sindaco sperimenta gli ostacoli dei non vedenti

TERAMO. Comprendere com'è la vita di un non vedente e quali ostacoli deve superare quotidianamente per spostarsi nel territorio dove risiede. E’ stato lo scopo della “Giornata al buio”, l'iniziativa curata dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti di Teramo, al termine di un’intera settimana dedicata al progetto “Nei tuoi occhi”.

Il sindaco Maurizio Brucchi ieri mattina ha sperimentato in prima persona come vive una persona non vedente - o ipovedente - nel centro di Teramo, compiendo una breve passeggiata con gli occhi bendati, accompagnato dal presidente regionale dell’Unione Italo Del Giovine. Il primo cittadino e la sua guida, munita del bastone per non vedenti, hanno iniziato la passeggiata da piazza Orsini, proseguendo nella vicina via della Banca. Dopo aver attraversato vico della Volpe e via Torre Bruciata, sono giunti in piazza Sant’Anna. Da lì sono tornati indietro fino al municipio, destreggiandosi tra passanti e auto parcheggiate. «Si ha una sensazione di difficoltà, quasi di impotenza, rispetto alla nostra quotidianità», ha commentato il sindaco al termine della passeggiata.

Un’iniziativa simile, con la giunta, il primo cittadino l’aveva fatta tempo fa, percorrendo alcuni tratti di strada su una sedia a rotelle. «Pensavo di sapere quali fossero le difficoltà di una persona con una disabilità in carrozzina o di un non vedente. Adesso le ho provate e sono certo che questo cambierà anche il mio modo di essere amministratore», ha detto il sindaco, «sia io che la mia giunta porremo una maggiore attenzione nella realizzazione di un’opera pubblica per la città. Bisogna tener conto che ci sono queste persone che non devono essere messe nel dimenticatoio. E pensare prima alla funzionalità e poi all’estetica». Oltre al sindaco e all’assessore Valeria Misticoni, diversi cittadini ieri hanno affrontato la stessa esperienza che, nella volontà degli organizzatori, ha avuto una duplice valenza. «La prima è far comprendere la problematica delle barriere architettoniche, che non riguardano solo l’abbattimento dei gradini e la realizzazione di scivoli», ha spiegato Del Giovine, con il presidente provinciale dell’Unione, Vito Canaletti, «Ci siamo anche noi non vedenti: bisogna tener conto anche degli ostacoli all’altezza del volto, come dei paletti, ad esempio. L’altro scopo era far capire la differenza tra le varie ipovisioni e la cecità assoluta».

Chiara Di Giovannantonio

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