Brucchi: ho 25 frane e zero euro di aiuti

«La Regione ha dato soldi anche a Giulianova, a Teramo niente: ci ripensino. E il piano idrogeologico è da rivedere»
TERAMO. Da una parte ci sono numeri che fanno paura – quasi trenta frane sul territorio comunale dalla nevicata del 5 marzo ad oggi, tre milioni di danni solo al patrimonio pubblico – e dall’altra un solo numero – zero – che farebbe anche ridere, se l’argomento non fosse così serio. Lo zero in questione sono gli euro che la Regione ha destinato al Comune di Teramo quando ha distribuito, grazie al “Decreto del Fare”, 48 milioni e 800mila euro (dei quali 8 milioni e 800mila in provincia) per la lotta al rischio idrogeologico. La cosa non va proprio giù al sindaco Maurizio Brucchi, che dice: «Quando vedo che quasi nove milioni sono finiti in provincia e 800mila euro sono andati al Comune di Giulianova non ci sto. A Giulianova che rischio idrogeologico può esserci più di quello che ha il territorio di Teramo? Non ce l’ho con i giuliesi, ma noi non possiamo essere fatti fuori con la motivazione che hanno finanziato solo le zone a rischio R4 in base al Pai (piano di assetto idrogeologico, ndr). Questo Pai fa acqua da tutte le parti, va rivisto. E sicuramente devono finanziare anche le zone R3. L’ho già detto a Ruffini e Mariani, i soldi per Teramo devono venir fuori».
Brucchi intende, e reclama, soldi in più rispetto a quelli appena chiesti con la dichiarazione di stato di calamità naturale. «Che non basteranno di sicuro», dice il sindaco. E snocciola i numeri dell’ultima emergenza: «Nella relazione del 23 marzo scorso inviata alla Regione abbiamo rendicontato due milioni e mezzo di danni al patrimonio comunale e tre milioni e mezzo a privati, ma situazione è in continua evoluzione: con le ultime frane abbiamo superato i tre milioni. Le frane già accertate sono oltre 25 e negli ultimi giorni, con l’asciugamento dei terreni, la situazione va peggiorando. Basti pensare che subito dopo la nevicata sul territorio avevamo nove movimenti in atto, si sono triplicati. Si è aggravata la frana di Colleparco ed ho in vigore nove ordinanze di chiusura per altrettante strade comunali secondarie, per le quali abbiamo comunque percorsi alternativi. Due famiglie di contrada Secciola sono tuttora ospitate in albergo, anche lì la situazione in peggioramento. In quelle case, probabilmente, non si rientra. Il geologo mi deve ancora rimettere la relazione, ma a voce mi ha già parlato di una situazione irrecuperabile».
È un bollettino di guerra e Brucchi conclude: «Abbiamo un territorio fragile, si deve cambiare rotta. Intanto, per prima cosa, chiederò alla Regione la revisione del Pai con criteri più aderenti alla realtà».
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