Brucchi: «Il Comune non è in predissesto»
Il sindaco smentisce l’opposizione: l’unico dato negativo sono i 16 milioni di anticipazione di cassa
TERAMO. «Non siamo in predissesto». Il sindaco Maurizio Brucchi ci tiene a ribadirlo dopo le polemiche in commissione sui bilancio del Comune. All'opposizione, secondo cui i rilievi della dirigente del settore finanze e dei revisori dei conti sulla necessità ricorrere al fondo nazionale di riequilibrio per frenare l'anticipazione di cassa è un chiaro sintomo di dissesto finanziario, il primo cittadino replica citando la normativa. «La legge individua dieci parametri, di cui almeno cinque devono essere alterati», osserva, «per poter accedere ai finanziamenti». I conti dell'ente, però, non sono in linea con i criteri di equilibrio per una sola voce: quella relativa appunto all'anticipazione di cassa, in pratica ai prestiti bancari a cui l'amministrazione attinge per coprire le spese correnti e che dovrebbe restituire tramite gli incassi rateizzati della tassazione locale. «Questa situazione caratterizza tutti Comuni da quando lo Stato non eroga più contributi», evidenzia il sindaco, «si tratta di un dato variabile, ma che non indica il predissesto».
L'anticipazione di cassa, che ammonta a 16 milioni di euro per l'anno in corso, a detta del primo cittadino potrebbe essere ampiamente ripianata se l'ente riscuotesse i crediti vantati nei confronti di altre istituzioni. «Dal governo dobbiamo ricevere 5 milioni per la compensazione su Imu e Tasi che ci sono stati promessi per giugno e circa 6 milioni di spese anticipate per il tribunale», elenca Brucchi, «dalla Regione aspettiamo 3,5 milioni per costi legati a opere che ci deve finanziare ma che abbiamo già pagato e a questi vanno aggiunti i 4 milioni di arretrato dal Ruzzo per i canoni sulle condutture, oltre a 12 milioni non recuperati negli ultimi cinque anni con la Tari ma versati alla Team per il servizio d'igiene urbana». Se queste somme fossero corrisposte, insomma, l'anticipazione di cassa verrebbe coperta.
Il sindaco, però, in commissione ha annunciato che andrà al ministero delle Finanze per verificare la possibilità di accedere al fondo di riequilibrio. «Chiederò come si può intervenire in una situazione come la nostra», spiega, «e se possiamo ottenere finanziamenti alla luce dei crediti esistenti anche verso il governo». Per il dissesto finanziario si dovrebbe attivare tutt'altra procedura. «Dovremmo passare attraverso la Corte dei conti e non è il nostro caso», conclude Brucchi, «non lo dico io, lo afferma la legge». (g.d.m.)
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