Brucchi, il consenso scende di 5 punti rispetto alle elezioni

21 Aprile 2015

La classifica del “Sole” sul gradimento dei sindaci: è 95º con il 46%. «Ero messo peggio prima del voto», dice

TERAMO. In calo di consensi ma con qualche posizione in più rispetto all'anno scorso. La classifica sul gradimento dei sindaci dei capoluoghi italiani, pubblicata dal "Sole 24 ore", colloca Maurizio Brucchi nella parte bassa della graduatoria. Il primo cittadino teramano si piazza 95°. al quart'ultimo posto, con un apprezzamento del 46%. Il consenso, paragonato alle elezioni di maggio 2014, diminuisce di oltre cinque punti. Un anno fa, infatti, Brucchi era stato rieletto al ballottaggio con il 51,5%. La posizione in classifica segna però un leggero miglioramento. «Ho recuperato quattro posti», sottolinea il sindaco, «l'anno scorso, nella graduatoria pubblicata il giorno prima del voto, ero penultimo». Brucchi, dunque, preferisce cogliere gli aspetti secondo lui positivi dell'analisi presentata dal quotidiano di Confindustria. Tra i punti a suo favore, osserva, c'è il paragone con le performance dei suoi colleghi abruzzesi. «I sindaci degli altri tre capoluoghi perdono tra il sette e poco più dell'otto per cento», tiene a precisare Brucchi, «a me è andata meglio». Si tratta, insomma, di punti di vista. «Dipende da come si legge e s'interpreta la classifica», insiste il sindaco, «non lo considero un risultato negativo». Brucchi cita anche il fatto di essere tra i pochi primi cittadini di area di centrodestra e di far parte del gruppo ristretto dei sei uscenti confermati alla guida delle rispettive amministrazioni. «La classifica inoltre non si basa su intenzioni di voto», aggiunge, «per cui non misura il consenso». Il sindaco precisa di non voler sminuire l'analisi del "Sole 24 ore" ma gli attribuisce un valore relativo. «Non guardo alle graduatorie», conclude, «mi occupo soprattutto dei problemi dei cittadini».

La lettura fornita dall'opposizione è tutto il contrario. «In meno di un anno Brucchi ha perso il cinque per cento», evidenzia Manola Di Pasquale, che nelle elezioni 2014 gli ha conteso fino al ballottaggio la carica di sindaco, «non ha più il consenso dei cittadini, ne prenda atto». Il risultato, a detta della consigliera del Pd, ha un forte significato politico e amministrativo. «Non ha fatto buone scelte per la città», afferma Di Pasquale, «deve rivedere le sue posizioni e capire le motivazioni di questo giudizio negativo». (g.d.m.)

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