Brucchi: il Pd teramano a Roma conta zero

Teatro romano, il sindaco non ci sta a prendersi la colpa del mancato finanziamento e contrattacca
TERAMO. Non ci sta il sindaco Brucchi a vedersi imputare la responsabilità del mancato finanziamento da parte del ministero ai Beni culturali per la riqualificazione del teatro romano. Un'accusa che gli ha rivolto il Pd teramano, che sostiene come dietro la scelta del ministro Dario Franceschini ci sia l'inadempienza del Comune che non avrebbe presentato il progetto esecutivo. Questo avrebbe impedito a Teramo di aggiudicarsi il finanziamento da un milione e mezzo di euro e di rimanere a bocca asciutta da quel miliardo di euro che il Mibac ha distribuito per 33 interventi di tutela del patrimonio culturale in tutta Italia.
Il sindaco spedisce al mittente le accuse ripercorrendo tutti i passaggi istituzionali della vicenda, ricostruiti in una nota elaborata dal segretario Vinicio Ciarroni. «Il Pd», dice Brucchi, «finge di non ricordare che quando mi sono recato dal ministro Franceschini, che si era assunto impegni al riguardo, c'erano con me anche due esponenti del Pd, ovvero Manola Di Pasquale e Sandro Melarangelo. Evidentemente il peso specifico del Pd teramano ai tavoli romani è pari allo zero. Inoltre, nonostante tre lettere inviate a Franceschini e una al premier Renzi, il sottoscritto non ha mai ricevuto una risposta, né tantomeno è stata motivata da alcuno l'esclusione dovuta all'assenza del progetto esecutivo. Il garbo istituzionale prevedeva almeno una risposta. Paradossale poi la giustificazione che adducono gli smemorati consiglieri del Pd. Secondo loro il Comune doveva spendere 500mila euro di progetto esecutivo in assenza del finanziamento del Governo? E cosa ci facevo con un progetto esecutivo senza il finanziamento? Avrei solo sperperato soldi. Sarei curioso di conoscere al riguardo la posizione di Teramo Nostra».
Il sindaco ha investito della questione anche il deputato di Ncd Paolo Tancredi che ieri ha presentato un'interrogazione scritta al ministro per conoscere le motivazioni di questa scelta. Brucchi giudica infatti incomprensibile che il Governo abbia escluso dai 33 progetti finanziati il recupero di un teatro romano. «Sarebbero bastati 10mila euro in meno a ogni progetto per ricavare quel milione e mezzo che serviva al sito archeologico di Teramo. Prendo atto della scelta politica, ma mi sarei quantomeno aspettato il silenzio del Pd teramano».(m.d.t.)
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