Brucchi: il rudere va messo in sicurezza

29 Luglio 2014

Ordinanza del sindaco per l’edificio in rovina vicino al teatro romano, il proprietario deve intervenire entro due settimane

TERAMO. Il rudere tra piazza Verdi e il teatro romano va messo in sicurezza entro due settimane. E' quanto stabilisce l'ordinanza firmata dal sindaco Maurizio Brucchi e indirizzata a "La Bufera sas", proprietaria dell'immobile.

L'edificio, in abbandono ormai da anni, rappresenta un pericolo per l'incolumità pubblica, stando almeno a quanto riportato nel provvedimento. «Sta cadendo a pezzi», osserva Brucchi. A evidenziare i problemi connessi alla presenza di quella struttura semidiroccata è stato anche un comitato di cittadini della zona. I residenti hanno segnalato all'amministrazione cittadina, non solo i cedimenti strutturali di intonaci e pezzi delle murature esterne che rappresentano un rischio per chi percorre a piedi le strade limitrofe, ma anche questioni di carattere igienico-sanitarie e di sicurezza. Il rudere, circondato da erbacce e un'alta vegetazione spontanea, è diventato infatti rifugio di insetti e di topi che da lì si aggirano nei dintorni.

Non è raro, inoltre, che all'interno dell'immobile fatiscente vadano a nascondersi e ritrovarsi tossicodipendenti la cui presenta allarma molto i cittadini delle abitazioni vicine. Del recupero di quella struttura in pieno centro, che rappresenta un pugno nello stomaco anche per l'immagine di tutta l'area a ridosso del teatro romano, si è parlato spesso in passato. Nel 2010 era stato anche messo a punto un progetto di riqualificazione che la proprietà avrebbe avviato con la mediazione del Comune. In realtà non se n'è fatto nulla. Di quel intervento, di fatto neppure avviato, restano le lamiere ormai contorte che circondano il perimetro del palazzo cadente. Per evitare che il degrado dell'immobile crei problemi ancor più gravi, dunque, il sindaco ha emesso l'ordinanza che impone quanto meno l'immediata messa in sicurezza. Il termine per l’intervento, iniziato decorrere dalla pubblicazione dell’atto, perentorio. «Una volta ultimati i lavori di messa in sicurezza della struttura», afferma l'ordinanza, «la proprietà dovrà far pervenire una relazione a firma del direttore dei lavori dalla quale si evincala natura dei lavori effettuati e l'eliminazione dei pregiudizi per la pubblica incolumità, corredata da documentazione fotografica dello stato di fatto e delle opere ultimate». In caso d’intervento solo parziale, è necessario «un piano di manutenzione e controllo periodico, sia delle eventuali opere di messa in sicurezza, che dell'intero fabbricato, al fine di prevenire ulteriori situazioni di rischio per la pubblica e privata incolumità, fino alla esecuzione dei lavori definitivi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA