Brucchi: l’housing di via Longo va avanti

«Le minacce di ricorsi e gli appelli ad altre autorità non ci fermano, per noi la procedura è corretta»
TERAMO. La battaglia scatenata dagli inquilini e da un pezzo di politica teramana contro il progetto dell’housing sociale di via Longo infastidisce ma non fa recedere di un passo il sindaco Maurizio Brucchi, che replica contrattaccando alla conferenza stampa tenuta due giorni fa dalla consigliera di opposizione Paola Cardelli e dal Centro politico Santacroce, condita da minacce di ricorsi al Tar degli inquilini contro gli sfratti.
«Parto da un discorso generale», comincia il sindaco, «in questo Paese c'è il grillismo che sta provocando danni incalcolabili. Se solo penso a quello che ha fatto la Raggi con le Olimpiadi... queste persone con scarsa esperienza amministrativa dicono sempre no, solo per partito preso. Dimostrazione evidente di come la consigliera Cardelli faccia politica a Teramo è che è l'unica a non aver votato per il nuovo ospedale a Teramo. Non vuole l'housing... ma l'alternativa non la dice, o meglio la dice recuperando un vecchio progetto del sindaco Sperandio che non si era rivelato fattibile: vendere gli alloggi agli inquilini e con il ricavato ristrutturare. Quelle case non si possono vendere. E poi mi si vuole dire che quelle palazzine sono a posto? Hanno resistito al sisma, bene, ma che sia una zona da riqualificare non ci sono dubbi. E poi non si possono mettere nelle case del Comune inquilini dell'Ater, è una cosa detta solo per prendere qualche voto. La delibera del ’52? Andrebbe letta dall'inizio alla fine, nei prossimi giorni me la vado a vedere...».
Brucchi si dice convinto della bontà delle procedure seguite. «Noi finora ci siamo comportati in maniera corretta e lineare, dando la possibilità agli inquilini di trovare un'alternativa. Peraltro la Cardelli ha già fatto un esposto in Procura e l'indagine è stata archiviata. Questo progetto», continua il sindaco, «è l'unico che può dare un volto nuovo all'ingresso nella nostra città e non può essere un solo consigliere a bloccare un progetto votato dalla maggioranza del consiglio, in democrazia i provvedimenti votati vanno avanti. Noi ora siamo in una fase conclusiva e non ci fermiamo. Minacciano ricorso al Tar? Non sarebbe il primo che ci è stato fatto e che poi abbiamo vinto. Quanto alla lettera che spediranno a Errani e ad altre autorità, noi siamo pronti a far valere le nostre motivazioni in ogni sede. E comunque ricordo che l'autorità di protezione civile sul territorio è il sindaco».
Brucchi conclude: «Qui la cosa ha preso una piega politica e se qualcuno vuole fare di tutto per far naufragare questo progetto se ne assumerà la responsabilità politica: così la prossima volta i cittadini teramani rifletteranno meglio su chi deve sedere in consiglio comunale».(d.v.)
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