Brucchi: «L’unica soluzione sono i Musp»

Teramo li chiede a Fedeli, Errani e Curcio. Intanto la De Jacobis risulta parzialmente inagibile
TERAMO. «Dateci i Musp». Il sindaco Maurizio Brucchi scrive al ministro dell'Istruzione Valeria Fedeli, al commissario per la ricostruzione Vasco Errani e al capo della Protezione civile Fabrizio Curcio sollecitando l'invio di moduli provvisori a uso scolastico. E' questa l'ultima carta che resta al primo cittadino per garantire un minimo di continuità alle attività didattiche dopo le ultime forti scosse di una settimana fa. Nella missiva Brucchi spiega che sono già 35 i giorni di lezione persi dagli studenti, di cui circa 1.200 sono stati costretti a traslochi forzati in altre strutture a seguito dell'inagibilità accertata di cinque edifici scolastici. L'ultimo a chiudere i battenti è stato l'immobile che ospita la scuola elementare Risorgimento, ma il bilancio non è ancora definitivo. I controlli da parte della Protezione civile nazionale sono tuttora in corso e almeno cinque edifici hanno subìto danni, sebbene non gravissimi, che hanno indotto i tecnici a classificarli come B. E' risultata parzialmente inagibile, invece, l'elementare De Jacobis a cui è stata assegnata la categoria C. Il quadro della situazione sarà più chiaro oggi. In giornata, infatti, è prevista la conclusione delle verifiche sulle strutture scolastiche, per cui non ci saranno più dubbi su quali saranno utilizzabili alla ripresa delle lezioni. In teoria gli studenti dovrebbero tornare in classe lunedì, ma è già annunciato un ulteriore prolungamento della sospensione delle attività didattiche. Sarà difficile che prima di mercoledì le scuole cittadine riaprano i battenti e certamente questo non riguarderà gli alunni di Risorgimento e De Jacobis, per i quali vanno trovate sedi alternative.
Intanto il Comitato dei genitori della Risorgimento in una lettera aperta al sindaco «esprime preoccupazione per le notizie apparse circa la chiusura della scuola, precipitata da categoria B (ottobre 2016) a categoria E. Aspettiamo conferme ufficiali da parte delle istituzioni competenti, Se così fosse non potremmo che constatare la superficialità con cui l'amministrazione comunale ha gestito i problemi della scuola nell'ultimo periodo e la mancanza di trasparenza e di una chiara e corretta informazione verso i genitori; comportamenti che riducono ulteriormente la fiducia nelle istituzioni. Se tale notizia sarà confermata, chiediamo all'amministrazione comunale di spiegare cosa è successo, ossia le motivazioni della chiusura. Sono state le ultime scosse a deteriorare così tanto l'edificio scolastico? Oppure era già del tutto inagibile a ottobre? Si sono sbagliate le valutazioni? Ma soprattutto chiediamo all'amministrazione comunale di adoperarsi per trovare, in tempi rapidi, le soluzioni più adeguate per garantire il diritto allo studio dei nostri figli in condizioni di sicurezza».
Gennaro Della Monica
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