Brucchi non parla e Chiodi lo difende dall’attacco del Pd

4 Luglio 2015

L’uscita dell’ex governatore sulla giunta da cambiare ha infastidito il sindaco, che però dribbla la polemica

TERAMO. Il giorno dopo l’uscita di Gianni Chiodi contro la giunta Brucchi («C’è molto da registrare, serve una gestione più autorevole» e così via) il Pd prende al volo l’onda per denunciare il fallimento dell’amministrazione cittadina; Brucchi invece – evidentemente infastidito – tace, tanto che tocca allo stesso Chiodi replicare ai Democratici per conto del sindaco; inoltre si registra un intervento di Paolo Gatti, il più importante dei padrini politici del Brucchi bis, che ignora Chiodi e pur ammettendo che l’amministrazione può migliorare valuta che il problema principale non sta tanto nei fatti, quanto «nella percezione dei cittadini».

Il “day after” dell’esternazione di Chiodi a Vera Tv comincia con una nota del Pd teramano a firma del segretario Maurizio Angelotti, che scrive: «Gianni Chiodi sancisce il fallimento dell'azione amministrativa della giunta Brucchi. Le sue dichiarazioni arrivano dopo mesi di passione, durante i quali praticamente tutte le parti dell'eterogenea maggioranza che sostiene il governo della città hanno tentato di distinguersi ed in qualche modo affrancarsi dalle responsabilità della pessima gestione del comune. Insomma, tutto il centrodestra riconosce il fallimento politico e amministrativo ma nessuno se ne assume le responsabilità. Bene, le responsabilità sono di tutti coloro che hanno appoggiato Brucchi e continuano a farlo tentando però di differenziarsi per un futuro accreditamento, come entità diverse, verso gli elettori. Noi non lo consentiremo. Stare con Brucchi vuol dire condividere il suo modo di governare e chi lo fa in futuro non potrà che essere il naturale proseguimento di questa giuntina che sta gradualmente demolendo la città e i cittadini. Se svolta dev'esserci, come auspica Chiodi, può essere solo la svolta della città attraverso le dimissioni del sindaco ed un ritorno alla volontà degli elettori prima che sia davvero troppo tardi».

Chiodi replica per conto di Brucchi: «Ci saranno difficoltà in questa amministrazione, ma niente a che vedere con ciò che potrebbe combinare il Pd teramano, il più debole d’Abruzzo se non d’Italia». Richiesto di specificare meglio la propria posizione, l’ex sindaco e governatore dice: «Ho fatto quell’intervento in senso costruttivo, per amore della città e perché voglio che la straordinaria stagione del centrodestra teramano continui. Cosa serve? C’è bisogno di un programma, il dibattito cittadino non verte più su temi strategici. Colpa della crisi? Vero, la crisi sta facendo arretrare tutte le città, ma si può affrontare in modo diverso. Anche con uomini diversi? Certo, ma non sta a me dire quali». L’impressione continua ad essere che Chiodi voglia l’azzeramento della giunta attuale, non un mero rimpasto.

Quanto alla giunta sotto esame, Gatti dichiara a Teleponte: «Si può fare molto meglio, ma soprattutto nella percezione che si dà ai cittadini. Non c’è molto feeling in questo momento tra amministrazione e città, bisogna recuperare un rapporto. Ma, ripeto, più che nei fatti il problema sta nella percezione».(d.v.)

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