Brucchi: «Regione a rilento, va aperto l’ufficio ricostruzione»
Il sindaco invita ad accelerare: «Altri territori hanno già le loro strutture per il post sisma» Nominato il direttore, mancano sede e personale. E va chiarita la questione delle competenze
TERAMO. «Accelerare». E' questa la parola d'ordine che il sindaco Maurizio Brucchi indica per l'entrata in funzione dell'ufficio territoriale per la ricostruzione. L'ufficializzazione della nomina a direttore di Marcello D'Alberto, responsabile dell'area tecnica del Comune di Pineto, offre lo spunto al primo cittadino per sollecitare la Regione. «Siamo in ritardo, altri territori hanno già costituito le loro strutture di riferimento per il post sisma», fa notare, «dobbiamo recuperare il tempo perso». Brucchi usa toni lontani dalla polemica, sottolinea la necessità di dare apporti costruttivi alla procedura avviata con il bando per la selezione del direttore, ma comunque spinge sull'acceleratore. «Attraverso l'ufficio territoriale passano le pratiche per la ricostruzione e quelle meno impegnative possono essere licenziate rapidamente», evidenzia, «facendo rientrare a casa una parte degli sfollati ed evitando di gravare sulle tasche del governo».
LE COMPETENZE. C'è, però, anche una questione organizzativa fondamentale. L'ufficio regionale dovrà dividersi competenze e funzioni con le strutture analoghe aperte dalle singole amministrazioni comunali. «Abbiamo già predisposto il nostro sportello», evidenzia il sindaco, «ma se non si attiva l'altro, non possiamo partire con l'attività prevista». Brucchi ieri ne ha parlato con il capo di gabinetto della Regione Fabrizio Bernardini che gli ha annunciato la convocazione a breve di una sorta di conferenza dei servizi nella quale dirimere proprio la questione delle competenze.
LA SEDE. Da risolvere restano, però, anche aspetti logistici. L'ufficio per la ricostruzione sarà collocato nell'ex Parco della scienza. Lo ha stabilito una convenzione sottoscritta dieci giorni fa in base alla quale il Comune fornirà gratuitamente quello spazio per sei anni facendosi carico delle utenze e la Regione si preoccuperà degli arredi e dell'allestimento, che lascerà sul posto una volta che lo sportello verrà disattivato. «L'intesa c'è già», fa notare il primo cittadino, «ma i lavori di sistemazione non sono ancora iniziati». Nel frattempo arrivano le pratiche per la sistemazione di edifici dichiarati inagibili da novembre in poi. Per il momento a raccoglierle sono il Comune e il Genio civile che però assolvono a funzioni di mero deposito. «Le pratiche devono essere lavorate dall'ufficio per la ricostruzione», insiste Brucchi, «e per questo è necessario attivarlo, creare il gruppo di lavoro e stabilire chi fa cosa».
IL PERSONALE. Nell'ufficio, oltre al direttore, lavoreranno due vice e una ventina tra tecnici e impiegati. Alcuni saranno trasferiti dalla sede aquilana di Fossa, operativa già dal sisma del 2009, e attinti da una graduatoria apposita. Ai Comuni è riconosciuta la facoltà di mettere a disposizione proprio personale. «Vogliamo dare il nostro contributo e partecipare all'attività dell'ufficio», annuncia Brucchi, «ma prima dobbiamo capire come sarà strutturato e quale sarà la distribuzione delle competenze». La funzionaria del Comune di Teramo Coletta Puritani, che segue da tempo le pratiche del terremoto, è una delle candidate al ruolo di vicedirettore, ma la sua destinazione allo sportello nell'ex Parco della scienza dipenderà proprio da come verranno ripartite le funzioni con gli enti locali.
CIANCIOTTA. In corsa per l'incarico di direttore c'era anche Stefano Cianciotta, giornalista, docente universitario e consulente, che pur essendo stato escluso oggi alle 11, nell'hotel Sporting, presenterà il proprio progetto. «Ricostruzione significa rigenerazione, non solo urbana, ma anche del tessuto sociale, economico, culturale e turistico», spiega, «e questo territorio, dopo aver perso troppe, tante occasioni di sviluppo, non può perdere questa ennesima possibilità di rilancio».
Gennaro Della Monica
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