Brucchi: «Ricostruzione ferma per la burocrazia»

13 Ottobre 2017

All’assemblea dell’Anci il sindaco chiede provvedimenti per snellire le procedure «Quaranta pratiche avviate in città sono niente davanti a cinquemila sfollati»

TERAMO . «Sburocratizzare». Per il sindaco Maurizio Brucchi è la parola chiave da applicare nella fase post emergenziale. Finora la ricostruzione, a oltre un anno dalle prime violente scosse, ha segnato il passo. Le appena 40 pratiche inserite nel portale telematico tramite cui gestire gli interventi sugli edifici privati da risanare dai danni causati del terremoto parlano chiaro. «Sono niente», evidenzia il primo cittadino, «rispetto ai duemila sgomberi e agli altri cinquemila sfollati che abbiamo dovuto registrare sul territorio». La convenzione con l'ufficio speciale per la ricostruzione che martedì prossimo sarà approvata in consiglio comunale chiuderà la fase degli adempimenti preliminari, ma serve anche altro. «C'è bisogno di disposizioni legislative specifiche per lo snellimento delle procedure», spiega il primo cittadino, «i Comuni che hanno subìto le conseguenze degli sciami sismici non possono seguire schemi e regole validi per tutti gli altri».
Il rischio è che le pastoie burocratiche, seppure tese a evitare soluzioni approssimative, soffochino gli interventi di rilancio dei territori feriti. Brucchi l'ha fatto presente nello scorso fine settimana durante l’assemblea nazionale dell'Anci, l'associazione dei Comuni italiani,che si è riunita a Vicenza e lunedì lo ripeterà anche al nuovo commissario per la ricostruzione Paola De Micheli. Alla sburocratizzazione devono seguire altre misure strategiche. Serve personale che si dedichi a tempo pieno alle pratiche della ricostruzione perché, fa notare Brucchi, «il Comune non si può occuparsi solo di questo, deve mandare avanti anche l'attività ordinaria» e c'è bisogno anche di incentivi e risorse. Nel corso dell'assemblea dell'Anci il sindaco ha fatto rilevare come la cosiddetta "zona franca" di esenzione fiscale risulterà poco efficace per come è stata concepita. «Ne potranno benificiare in tutto una decina di aziende», sottolinea in quanto crea vincoli che imbrigliano gli operatori con interventi risarcitori più che orientati allo sviluppo».
Anche la leva culturale sarà fondamentale per la rinascita delle realtà messe in ginocchio dal sisma. Tra le soluzioni prospettate nell'incontro di Vicenza rientrano gemellaggi tra i comuni del cratere sismico e città che dispongono di un notevole patrimonio artistico. «Queste ultime potrebbero mettere a disposizione le loro eccellenze culturali», osserva Brucchi, «per organizzare mostre e iniziative nei centri colpiti dal terremoto che attraggano visitatori». Errori e incertezze di esperienze passate, come quella del sisma del 2009, a detta del sindaco si possono evitare con l'applicazione di un modello di ricostruzione, non solo urbanistica ma anche economica e sociale, di cui l'Anci sarebbe garante. «L'associazione dei comuni sta lavorando con intelligenza, sia a livello normativo che con l’assunzione di impegni economico-finanziari», conclude il primo cittadino, «ma è necessario che si adottino misure straordinarie, perché solo così sarà possibile attuare una programmazione a medio-lungo termine e solo così sarà davvero evitato il definitivo depauperamento economico e sociale dei territori colpiti dal sisma». L'assemblea di Vicenza, alla quale hanno partecipato anche il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio e l'archistar Stefano Boeri, ha offerto a Brucchi l'occasione di stringere ulteriori contatti con rappresentanti dell'Enel per il trasferimento della centrale della Cona e con i vertici della società "Open Fibra" che a febbraio farà partire l'intervento per la banda ultra larga.
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