Brucchi salvato da un “atto di fede”

27 Aprile 2016

È quello del gruppo di Alfonso Di Sabatino che vota a favore dei conti della Team ma avverte: «Questa è l’ultima volta»

TERAMO. La maggioranza si regge sull’«ultimo atto di fede» dei consiglieri di “Teramo soprattutto”. Nel primo consiglio comunale dopo l’apertura della crisi, sancita dall'abbandono della coalizione da parte di “Al centro per Teramo”, è Alfonso Di Sabatino Martina a dettare l’ultimatum al sindaco Maurizio Brucchi. Sul piano economico e finanziario presentato dalla Team sui costi del “porta a porta” per il 2016, il centrodestra tiene insieme i diciassette voti che lo rendono ancora maggioranza in aula, seppure per un solo voto. L’amministrazione deve fare i conti, però, con la fiducia a tempo concessale dal gruppo civico, di cui oltre all'ex vicesindaco fanno parte Alessia De Paulis e Alberto Covelli.

Il messaggio indirizzato a Brucchi non può essere più esplicito. «Non pensi di superare l’esame del bilancio di previsione», sottolinea Di Sabatino, «se non c’è un chiarimento sulla volontà di stare insieme». “Teramo soprattutto” non chiede prospettive ma una «convinzione d’identità» da ricercare attraverso la convocazione urgente del tavolo politico delle forze che hanno sostenuto il sindaco alle elezioni. In caso contrario Brucchi deve «interrompere la consiliatura» per far tornare la città alle urne. «Turiamoci il naso è votiamo a favore, per l’ultima volta», annuncia Di Sabatino parafrasando Montanelli e «l’atto di responsabilità» del suo gruppo evita al sindaco l'imbarazzo di ritrovarsi senza maggioranza all’esito della votazione.

Angelo Puglia e Guido Campana di “Al centro per Teramo” escono infatti dall'aula insieme all'opposizione e Raimondo Micheli, unico presente di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, si astiene non fornendo appigli alla coalizione da cui si è allontanato quasi un anno fa insieme a Domenico Sbraccia. Con queste premesse è inevitabile che il dibattito scivoli verso aspetti politici più che tecnici, sebbene sia lo stesso Di Sabatino a evidenziare che sui conti futuri del “porta a porta” grava il macigno di oltre dodici milioni di euro per tariffe non riscosse negli ultimi cinque anni che rischiano di riversarsi sui contribuenti.

Gli spiriti critici del centrodestra sono sferzati da Paola Cardelli che li accusa di «slealtà congenita» in quanto tentano di «ricostruirsi una verginità che non hanno mai avuto». Secondo lei, il piano economico del 2016, almeno per la trasparenza di alcuni dati, è meno peggio di quelli approvati in passato anche dai consiglieri dei due gruppi civici che dunque dovrebbero dimettersi. Il capogruppo del Pd Gianguido D’Alberto fa notare, invece, che l’approvazione dell’atto è solo il prolungamento di un’agonia a danno dei cittadini. «Avete nascosto la polvere sotto il tappetto», incalza rivolgendosi al centrodestra, «scaricando le responsabilità sul futuro». Brucchi reagisce ammonendo l’opposizione: «Non puntate sulle disgrazie altrui, ma lavorate e siate propositivi». Poi prova a scuotere gli alleati elettorali: «Rinuncio alla mia carriera politica, se ce ne sarà una, ma sono pronto a firmare un nuovo patto con voi». Anche Campana lancia un avvertimento al centrodestra: «Se qualcuno pensa di andare al voto in autunno, lo dica subito, noi a questo gioco non ci stiamo». “Al centro per Teramo”, però, entra in attrito con gli ex alleati anche sulle modifiche al regolamento della Iuc, l'imposta unica comunale che cumula Imu e Tasi. I due consiglieri del gruppo ispirato da Mauro Di Dalmazio respingono la mediazione proposta dal sindaco sui loro emendamenti tesi ad alleggerire il carico fiscale sulle società sportive e ad ampliare la possibilità di rateizzazione degli importi dovuti dai cittadini. Puglia e Campana si astengono al momento del voto, ma il provvedimento incassa 18 voti favorevoli compreso quello di Micheli. Contraria l’opposizione, nonostante il Comune abbia recepito gli emendamenti di Pd e “Teramo cambia” per esenzioni e sconti sulla Tari alle attività artigianali penalizzate dai lavori pubblici.

Gennaro Della Monica

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