Brucchi: senza Di Sante Teramo perde un punto di riferimento

Centinaia di persone nella camera ardente dell’imprenditore e presidente di banche e istituzioni Oltre al sindaco gli rende omaggio l’ex senatore Franchi: «Ci lascia una grande eredità»
TERAMO. Centinaia di persone hanno voluto dare l’ultimo saluto a Giandomenico Di Sante, nella camera ardente allestita nella sua villa a San Nicolò. C’erano rappresentanti delle istituzioni, del presente e del passato, ma anche tanta gente comune. Di Sante, nei suoi molteplici ruoli, infatti, non ha mai trascurato il rapporto diretto con le persone. Un’attenzione, un affetto, ricambiati da tanti anche nell’estremo momento dell’addio. Non a caso sono state necessarie delle guardie giurate per regolare il flusso di persone.
La figura di Di Sante, morto martedì mattina in ospedale a Teramo per un edema cerebrale a 80 anni, è stata ricordata anche ieri dal sindaco Maurizio Brucchi in apertura degli Stati generali della cultura. «Con lui viene meno un punto di riferimento; un teramano innamorato della sua città», ha detto il sindaco, «per decenni, ha interpretato il ruolo civile, professionale e politico come servizio verso i cittadini, lavorando sempre disinteressatamente ed appassionatamente per la crescita e lo sviluppo del territorio.Il suo orizzonte era sulle lunghe prospettive, sulle reali necessità di uomini e territorio ed ha elargito la sua disponibilità - morale e concreta - con atteggiamento di partecipazione, condivisione, incitamento.Il profilo del cavalier Di Sante stava nella profondità della sua esperienza; nella ricchezza del confronto libero e non privo di intelligente ironia; nel piacere della gratuità; dando sempre testimonianza che il servizio alla propria città è l'impegno più bello».
Un messaggio di cordoglio anche dal senatore Antonio Franchi, ora presidente dell’Anpi: «Scompare un imprenditore intelligente, avveduto e accorto; un politico illuminato e moderno, un sincero democratico. Cittadino esemplare profondamente umano. La sua vita è stata intensa e ha prodotto frutti di grande valore, etico, politico e morale. Una grande eredità sulla quale le nuove generazioni dovranno impegnarsi a costruire il loro futuro» .
Un addio commosso a Di Sante lo porgono anche il presidente e il direttore di Confcommercio Abruzzo, Roberto Donatelli e Celso Cioni. «Imprenditore di grande valore e punto di riferimento dell'economia abruzzese, per anni guida del sistema regionale e nazionale Confcommercio e di una delle più importanti istituti bancari della nostra regione, presidente della Camera di Commercio di Teramo, lascia un vuoto incolmabile nel mondo del commercio del turismo e dei servizi», scrivono, «Esprimiamo con estremo dolore anche a nome dei vice presidenti regionali Marisa Tiberio e Francesco Danelli e dell'intera categoria regionale, il cordoglio ai suoi cari che avranno per conforto l'immenso affetto delle migliaia di abruzzesi che nel presidente Di Sante e nel suo impegno civile e sociale hanno trovato nel corso dei decenni un riferimento solido insostituibile».
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