Brucchi: «Vogliamo la messa in sicurezza»

13 Maggio 2017

Il sindaco di Teramo si rivolgerà al ministro delle Infrastrutture: «Basta con questi problemi»

TERAMO. Nonostante le rassicurazioni resta alto l'allerta delle istituzioni in tutta la provincia per la sicurezza idrica.
Il sindaco di Teramo Maurizio Brucchi ha richiesto ad Arta, Asl e Ruzzo i dati relativi ai prelievi fatti dal 1° maggio in poi sull'acqua del Gran Sasso. Il primo cittadino, in quanto massima autorità sanitaria del territorio comunale, sarà anche presente alla riunione convocata dal presidente della società acquedottistica Antonio Forlini per fare il punto della situazione. «E' evidente che qualcosa non abbia funzionato nella catena che dovrebbe prevedere una attività d'informazione tra gli enti interessati e successivamente alla cittadinanza con una cura particolarmente attenta della diffusione esatta di dati», fa sapere Brucchi, che ha già chiesto agli enti coinvolti indicazioni sulle procedure da seguire in caso di ulteriori emergenze. Il sindaco, però, richiama di nuovo «la vulnerabilità del sistema idrico, in quanto ciò che si è verificato non è purtroppo l’unico episodio registrato negli anni» e per questo sollecita l'adozione immediata di «misure appropriate affinché sia ridotto al minimo il rischio che si ripetano tali eventi». Per questo il primo cittadino teramano, dopo aver interessato per gli aspetti sanitari il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, si rivolgerà anche a quello delle Infrastrutture Graziano Delrio per la messa in sicurezza della rete di captazione e distribuzione delle acque.
Ad esprimere preoccupazione è anche il sindaco di Campli Pietro Quaresimale. «Chiediamo chiarezza e trasparenza su cosa è accaduto, sui possibili rischi che sono stati paventati e, soprattutto, sulla situazione attuale», afferma condividendo i timori e le incertezze dei propri concittadini. Per contribuire a sgombrare il campo dai dubbi Quaresimale - sulla scia di quanto hanno fatto altri sindaci del territorio, a cominciare da Diego Di Bonaventura di Notaresco - ha fatto prelevare campioni di acqua in uscita dai rubinetti e ha incaricato una ditta specializzata di Pescara di verificarne la qualità. Nel frattempo, per la refezione scolastica sarà utilizzata solo acqua minerale.
La richiesta di analisi accurate chimiche e microbiologiche è stata inoltrata al sindaco di Giulianova Francesco Mastromauro - che l’ha subito recepita - dal gruppo consiliare del Pd. «Lo ringraziamo per aver convocato un consiglio comunale ad hoc per fare chiarezza su quanto avvenuto», evidenzia la capogruppo Federica Vasanella, «ma crediamo sia necessario stabilire con certezza la qualità delle acque che sgorgano sul territorio del nostro comune, a partire dalle scuole. Tutto ciò non solo per salvaguardare il diritto alla salute dei cittadini, ma anche per fornire loro risposte certe e circostanziate».
Le consigliere comunali di minoranza di Mosciano Nadia Baldini e Maria Cristina Cianella indirizzano una lettera aperta al sindaco Giuliano Galiffi ponendo una serie di quesiti. «Quali provvedimenti di sua competenza ha adottato circa la potabilità delle acque ad esempio nelle mense scolastiche?», chiedono le due esponenti dell’opposizione, «non sarebbe opportuno seguire l'esempio dei comuni limitrofi circa la possibilità di analisi chimiche e biologiche private? Non sarebbe opportuno convocare un consiglio comunale straordinario con la presenza dei vertici di Ruzzo Reti, Asl e Arta?».
A Martinsicuro il gruppo civico MartinRosa ieri ha effettuato i prelevamenti di acqua in tre fontane pubbliche della cittadina e li ha consegnati ad una ditta specializzata per le analisi. Tale iniziativa è stata possibile grazie alla partecipazione, anche economica, di alcune mamme di alunni delle scuole materne e dell’asilo della cittadina preoccupate per la qualità dell’acqua.(g.d.m.-s.d.s.)
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