Brucchi: «Voglio continuare ma solo a certe condizioni»

28 Aprile 2017

Messaggio del sindaco agli alleati: «Le mie dimissioni non sono finte, non rimarrò a tutti i costi» Già partite le consultazioni con consiglieri e gruppi, a giorni il programma di fine consiliatura

TERAMO. Una nota diffusa tramite gli organi d’informazione ha rotto un silenzio durato quattro giorni. Così è tornato allo scoperto, ieri, il sindaco dimissionario Maurizio Brucchi. Che non vuole arrivare a ridosso dell’11 maggio - data entro cui dovrà confermare o ritirare le dimissioni - senza che la situazione di sfaldamento all’interno del centrodestra cittadino sia stata chiarita, e che già ieri sera ha avviato le prime consultazioni con alleati, ex alleati e dissidenti dell’ultima ora. Da questo primo “giro” verrà fuori un documento programmatico sul quale poi tutti saranno chiamati a ricompattarsi.
LA NOTA. Questo il testo integrale della lettera aperta.
«1. Sono stato eletto dai cittadini per fare il sindaco, voglio continuare a farlo e fino alla fine del mandato. Pertanto, se ci saranno le condizioni e, ripeto: “se ci saranno le condizioni”, si dovrà andare fino alla fine della consigliatura.
2. Le mie dimissioni non sono una "finzione", come qualcuno ha detto nei giorni passati, ma un gesto inevitabile di responsabilità nei confronti della città e dei teramani; il necessario esito di un percorso politico amministrativo di questa seconda consigliatura - fin troppo accidentato - che non mi ha permesso di lavorare come avrei voluto.
3. I tanti appelli alla responsabilità di questi giorni da parte dei cittadini, che ringrazio, delle associazioni di categoria del mondo economico cittadino, a cui va la mia gratitudine, del mondo politico locale e nazionale; la difficile situazione in cui si trova la nostra città; la gestione del terremoto ma soprattutto il baratro in cui finirebbe Teramo in caso di commissariamento, mi impongono di lavorare per trovare una soluzione a questa difficile situazione. Ciò non vuole dire “ad ogni costo” ma vuol dire a condizioni chiare. Ci sarò se ci sarà una squadra; ci sarò se tutti giocheranno la stessa partita; ci sarò se tutti indosseremo la stessa maglia. Non per me ma per Teramo.
4. Nei prossimi giorni incontrerò tutti - e sottolineo tutti - i consiglieri comunali e tutte le forze politiche che mi hanno appoggiato in campagna elettorale; e con particolare attenzione quelle liste che pur avendo vinto con me le elezioni, hanno deciso di non condividere più il cammino. Vorrò con loro analizzare la situazione e le difficoltà che la città si trova ad affrontare, e verificare se ci sono i presupposti per mettere da parte le incomprensioni e gli errori commessi, per riprendere a lavorare ancora più alacremente per il bene della nostra Teramo.
5. È mia intenzione sottoporre all' attenzione ed alla approvazione dei consiglieri comunali della coalizione che mi ha appoggiato, un documento che abbia come anima e obiettivo il futuro della nostra città. Un documento che potrà e dovrà essere arricchito dal contributo di chi vuole davvero il bene di Teramo. Un documento che sottoporrò anche all’attenzione delle opposizioni, perché il futuro di Teramo dipende anche da loro».
I MESSAGGI. I messaggi tra le righe sono chiari: Brucchi potrebbe anche arrivare a fine consiliatura (2019), ma solo se ce ne saranno le condizioni. È ben accetto il rientro di chi è uscito dalla maggioranza, un po’ tutti dovranno fare un passo indietro e dimostrare con i fatti che ad aiutare la città a uscire dall’emergenza ci tengono davvero. Se sarà necessario, il sindaco non disdegnerà di tentare accordi anche con l’opposizione.
IL CASO TOPITTI. Ieri Antonio Topitti ha preso le distanze con una nota dall’appello inviato giorni fa da tutte le associazioni dei commercianti alle forze politiche per evitare il commissariamento del Comune. Sostiene di non averlo letto né tantomeno sottoscritto.
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