Brucchi vuole salvare la biblioteca Delfico

Il sindaco: «Il Comune si mette a disposizione della Provincia e di altre istituzioni Vogliamo cercare tutte le soluzioni possibili per evitare la chiusura»
TERAMO. La biblioteca Delfico potrebbe essere salvata dal Comune. E' la soluzione prospettata dal sindaco Maurizio Brucchi dopo l'allarme lanciato dai bibliotecari sul rischio chiusura come conseguenza dell'applicazione della riforma che investe le Province. L'amministrazione guidata dal presidente Renzo Di Sabatino, a cui fa capo la biblioteca Delfico, in base al decreto Delrio entro marzo dovrà dimezzare le spese per il personale. I bibliotecari, dunque, corrono il concreto pericolo di ritrovarsi senza posto e così anche la struttura di cui si occupano dovrebbe essere smantellata. Il servizio dovrebbe passare dalla Provincia alla Regione ma, quando ormai mancano un paio di mesi alla scadenza dettata dal governo, non ci sono segnali in questo senso.
Di qui nasce l'appello dei bibliotecari che Brucchi raccoglie insieme al «sentimento dell'opinione cittadina, che di ora in ora si fa sempre più diffuso, preoccupato per le sorti della prestigiosa e importantissima istituzione culturale». Il sindaco considera «doveroso assumere tutte le iniziative possibili per scongiurare le sconfortanti ipotesi che si affacciano sul futuro della biblioteca, come così come ritengo sia indispensabile che le istituzioni cittadine intervengano per produrre ogni possibile sforzo teso a salvaguardare, anzi ad assicurare, il prosieguo delle attività di quello che può essere definito come il centro della vita culturale del nostro territorio, non solo provinciale». Per questo Brucchi annuncia di mettersi da subito «completamente a disposizione del presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e di tutte le altre autorità ed istituzioni che vogliano individuare e valutare le soluzioni possibili, anche attraverso produttive sinergie, pronto ad inserire nel percorso culturale del Comune di Teramo, la biblioteca Delfico».
L'interessamento da parte del sindaco non nasconde i problemi dell'ente che amministra ma va oltre. «La condizione economica e sociale impone scelte difficili», conclude, «ma obbliga la classe dirigente ad uno sforzo di creatività che, proprio in situazioni come quella della biblioteca Delfico, ha il segno della lungimiranza».
Gennaro Della Monica
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