Bruciò l’auto del carabiniere, via al processo

Martinsicuro, disoccupato del posto accusato di essere l’autore dell’attentato al maresciallo De Cicco
MARTINSICURO. Si è aperto ieri mattina il processo a Luigi Melone, il 45enne di Martinsicuro che a febbraio del 2013 fu arrestato per aver incendiato l’auto del luogotenente del reparto operativo dei carabinieri di Teramo, Spartaco De Cicco. Processo che, dopo l’apertura, è stato rinviato al prossimo 21 gennaio per l’audizione dei testi.
I fatti contestati all’uomo risalgono a febbraio 2013, quando alle prime delle luci dell’alba avrebbe cosparso di benzina ed incendiato la Fiat Punto del militare, parcheggiata davanti alla caserma dei carabinieri di Martinsicuro. Nonostante l’intervento immediato dei militari l’auto venne distrutta dalle fiamme, con le indagini che permisero in meno di 24 ore, grazie ai filmati ripresi dalle telecamere della caserma e di altre presenti in zona, di identificare il responsabile del gesto.
L’uomo, all’epoca disoccupato, conosceva da tempo il sottufficiale, di cui era vicino di casa. All’epoca De Cicco gli avrebbe trovato più volte lavoro per aiutarlo, con l’uomo che però non sarebbe mai riuscito a mantenere il posto. Fallimenti di cui quest’ultimo avrebbe dato la colpa allo stesso militare, tanto da sviluppare un risentimento nei suoi confronti ed arrivare ad incendiargli l’auto. Resta da stabilire, e finora non è ancora possibile, se Melone sia stato l’autore di due precedenti attentati a De Cicco, compiuti con le stesse modalità. Il militare venne fatto bersaglio del primo incendio doloso sotto casa nel novembre del 2011. Oltre alla sua, quella notte venne data alle fiamme anche l’auto dell’allora giudice Marina Tommolini (oggi pm a Pescara) Un attentato che scosse la comunità truentina e la società civile teramana che in più occasioni testimoniò la propria vicinanza alle due figure istituzionali.(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

