Bucciarelli: «Persi i fondi per spostare la centrale»

14 Ottobre 2018

Il presidente del comitato civico della Cona chiama in causa gli uffici del Comune «I loro ritardi hanno fatto saltare lo stanziamento destinato all’impianto Enel»

TERAMO. «I fondi per lo spostamento della centrale elettrica sono stati cancellati». È scuro in volto il presidente del comitato di quartiere della Cona Domenico Bucciarelli nell’annunciare che, se il governo non cambierà rotta sui finanziamenti stornati dal Masterplan per la messa in sicurezza dei viadotti di A24 e A25, non c’è speranza di salvare i 2,5 milioni di euro destinati al progetto di trasferimento della cabina Enel. È l’effetto del “decreto Genova”, che assegna agli interventi sulle autostrade regionali le somme non ancora impegnate per le opere finanziate con il Patto di sviluppo attivato a suo tempo per l’Abruzzo, ma anche dei ritardi accumulati nella procedura per spostare la centrale di pochi metri rispetto alla sua collocazione attuale.
Lo sottolinea con forza Bucciarelli manifestando la «profonda amarezza» per la perdita dello stanziamento. I soldi assegnati all’intervento, atteso da oltre vent’anni dai residenti della Cona, si potevano sottrarre alla scure del governo se i passaggi burocratici per avviare l’opera fossero stati compiuti a tempo debito. «Ho lanciato l’allarme sul rischio che i termini scadessero e i fondi non fossero più disponibili oltre un anno fa», rileva il presidente che mostra una serie di lettere e solleciti indirizzati all’allora amministrazione comunale. La convenzione per blindare i 2,5 milioni di euro andrebbe firmata da Comune e regione entro fine dicembre, ma ormai secondo Bucciarelli non ci sono più possibilità di rispettare la scadenza. «La procedura è stata avviata da meno di due mesi», osserva, «e ne serviranno altri sei per concluderla». Di conseguenza lo stanziamento per la centrale sarà ritirato. La responsabilità della dolorosa perdita, a detta del presidente, è da attribuire dunque ai «ritardi degli uffici comunali». Bucciarelli fa il nome dell’ex dirigente dell’area tecnica Remo Bernardi che, nonostante le sue ripetute sollecitazioni, non avrebbe adottato i provvedimenti necessari a far marciare spedita la pratica per il trasloco della centrale. «Così il quartiere perde fondi per la seconda volta», tiene a precisare il presidente. Ai 2,5 milioni sottratti al progetto di spostamento dell’impianto Enel vanno aggiunti infatti almeno altri due milioni di fondi statali mai utilizzati per interventi di riqualificazione urbana alla Cona. La somma è la parte residua del contributo di 5 milioni di euro assegnato a suo tempo dal ministero delle Infrastrutture per il cosiddetto “contratto di quartiere”. Anche in questo caso, però, sempre secondo Bucciarelli i tecnici del Comune non si decidono a dare il via libera ai progetti che consentiranno d’investire la cifra in questione. «Nel frattempo, dai privati coinvolti nel contratto di quartiere, sono stati avviati contenziosi con l’ente per 600mila euro», fa sapere il presidente, «relativi a opere non realizzate». Sulla procedura per lo spostamento della centrale intervengono anche due esponenti della maggioranza. «La nuova amministrazione sta facendo tutto il possibile per completarla», afferma il capogruppo del Pd Luca Pilotti, «ma se l’Enel non presenza il progetto, non si può sottoscrivere la convenzione e impegnare la somma». Secondo Giovanni Luzii, capogruppo di “Teramo 3.0” «le polemiche sono inutili, bisogna alzare la voce con Regione e governo per salvare il finanziamento».
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