Buche stradali e cadute, nuovi contenziosi

31 Gennaio 2023

Avvocato denuncia: «Presentate le richieste di risarcimento, ma il Comune non risponde»

TERAMO. Le cadute determinate da buche, sconnessioni a avvallamenti di strade e marciapiedi rappresentano una delle più frequenti cause di danno per i pedoni e quindi uno dei motivi più ricorrenti di contenzioso con la pubblica amministrazione.
Teramo non fa eccezione. Dice l’avvocato Arcangela Tardio: «Personalmente ho ricevuto varie segnalazioni da parte di cittadini per cui ho avanzato richieste di risarcimento, ma il Comune di Teramo non risponde e in questo modo si costringono i cittadini a fare un atto di citazione e quindi a pagare il contributo unificato per l’iscrizione della causa a ruolo e a intasare sempre più il tribunale». In particolare l’avvocato cita due casi con cadute di pedoni: uno avvenuto il 16 dicembre del 2021 con una donna caduta sui marciapiedi davanti alla scuola Noè Lucidi e un altro avvenuto il 19 ottobre del 2021 in via Fonte Regina sempre con una donna caduta a terra «In entrambi i casi abbiamo fatto richiesta di risarcimenti all’ente allegando tutta la documentazione necessaria», precisa l’avvocato, «ma di tempo ne è trascorso tanto e nulla è avvenuto».
Non solo buche, ma anche strade comunali danneggiate e ai limiti dell’impraticabilità. L’avvocato, infatti, ha presentato un esposto in Procura per la strada comunale di Cannelli. «Ho presentato l’esposto per conto di un mio cliente che gestisce un’attività, in questo caso un maneggio, e che da anni chiede il rifacimento di quella strada dove non possono passare nemmeno i mezzi di soccorso e dove in più occasioni è stato necessario l’intervento dei pompieri per recuperare delle vetture», precisa il legale, «nonostante le varie richieste nulla è stato fatto. Nei giorni scorsi su questo caso ho presentato un esposto in Procura per omissione di atti d’ufficio visto che su quella strada non possono passare i mezzi di soccorso proprio perchè ai limiti dell’impraticabilità. Anche in questo caso siamo stati costretti ad intasare la Procura in assenza di un interesse dovuto da parte di un ente pubblico, cioè il Comune, sollecitato più volte».(d.p.)
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