Bufera sulle nomine all’Ente porto

Il Pd e la sinistra: «Sbagliato confermare Ferrante, illegittimo il Cda senza donne»
GIULIANOVA. Non si spengono le polemiche per la conferma del presidente dell’Ente porto Valentino Fabrizio Ferrante e per l’assenza di una donna nel consiglio di amministrazione. Per il Partito democratico di Giulianova «la riconferma di Ferrante non è stata opportuna alla luce della sentenza di condanna per bancarotta fraudolenta inerente la sua professione da commercialista», ma l’amministrazione difende Ferrante invitando il Pd «a verificare la provenienza di coloro che hanno votato la rielezione dell’attuale assetto direttivo, tra cui rappresentanti provinciali dello stesso Pd». I gruppi Nos-Noi/Coltura Politica, a sostegno del consigliere Daniele Di Massimantonio, hanno invece posto l’accento sulla «illegittimità del nuovo direttivo in quanto manca una figura femminile». Ora bisognerà vedere se sia necessario o meno ripetere la votazione del nuovo Cda dell’Ente porto.
«Il Pd di Giulianova esprime la sua contrarietà alla riconferma di Ferrante alla guida dell’Ente porto, non ritenendolo, alla luce di una sentenza di condanna penale passata in giudicato e della sospensione dall'ordine professionale, la persona più indicata per ricoprire un incarico fiduciario e di responsabilità quale quello di presidente dell’Ente porto», scrive nella nota il Pd, «ci associamo poi all’indignazione espressa dalla commissione pari opportunità cittadina per la nomina di un consiglio d’amministrazione composto esclusivamente da uomini». La maggioranza, però, replica prontamente. «A votare la rielezione del Cda portuale sono stati, tra gli altri, il Comune di Teramo, la Provincia di Teramo e il Comune di Alba Adriatica, che non sono (e non sono mai stati) attori della storia politica del sindaco Jwan Costantini e dell’attuale maggioranza», scrive la maggioranza, «il Pd di Giulianova, a quanto pare, continua a prodursi in polemiche strumentali e lo fa nonostante gli esponenti extracomunali dello stesso schieramento abbiano aderito alla riconferma di Ferrante, evidentemente dopo averne valutato le eccezionali qualità personali e gestionali».
Infine il gruppo di sinistra Nos-Noi/Coltura Politica sottolinea la mancata nomina di una donna e critica anche la riconferma di Ferrante. «In un sol colpo, in occasione del rinnovo del consiglio di amministrazione dell’Ente porto, gli enti consorziati hanno calpestato la dignità delle donne, violato la Costituzione, la legge ordinaria, la giurisprudenza della Corte costituzionale e quella del giudice amministrativo», evidenzia la nota dei gruppi a sostegno di Di Massimantonio, «hanno compiuto, rispetto alle conquiste ottenute nell'ambito dei diritti fondamentali, un passo indietro di decenni. Il provvedimento di nomina del nuovo Cda è palesemente illegittimo. Come se non bastasse, con una prova di forza è stato confermato Ferrante, un condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta distrattiva». A queste considerazioni però replica lo stesso Ferrante. «Il mio reato è estinto», precisa Ferrante, «e sono anche riabilitato alla mia professione. Inoltre l’unica nomina femminile nel consiglio di amministrazione da quando c’è l’Ente è stata fatta proprio dagli attuali amministratori degli enti consorziati, quando quattro anni fa hanno chiamato a ricoprire la carica di consigliere Monica Tentarelli, e poi c’è una donna, Gabriella Scalone, a presiedere il nuovo collegio dei revisori, e un’altra donna ricopre il ruolo di segreteria».(l.v.)

