Buona partenza per i saldi «Ma richiudere è assurdo»

5 Gennaio 2021

Tanta rabbia tra i commercianti: «Non si può lavorare con continui stop»

TERAMO. Giornata di saldi ieri a Teramo per i negozi del centro cittadino. Approfittando del ripristino della zona arancione i commercianti hanno potuto finalmente riaprire, facendo anche buoni affari grazie ai prezzi ribassati. Saldi e riapertura sono durati solo 24 ore però: già oggi l'Italia è tornata zona rossa, costringendo i negozi a chiudere di nuovo. Non c'è pace quindi per i commercianti, soddisfatti per gli affari fatti ma arrabbiati e preoccupati per il futuro. «C'è stato un buon afflusso di clientela», conferma Giustino Ciarrocchi, titolare della omonima boutique, «ovviamente non siamo ai livelli degli anni passati, ma considerando la pandemia sta andando abbastanza bene. Nonostante le limitazioni agli ingressi e le conseguenti file, i clienti non sono scoraggiati. Mi sembrano anzi felici nel poter fare finalmente gli acquisti, approfittando dei prezzi ridotti dai saldi». La rabbia per la situazione confusionaria però è davvero tanta. «Questo continuo apri e chiudi rappresenta per noi commercianti una vigliaccata», continua Ciarrocchi, «noi rispettiamo tutte le disposizioni, ovviamente, ma vorrei che qualcuno mi spiegasse questa decisione. Ingressi scaglionati, limitazioni, igienizzazioni, distanze di sicurezza: tutto questo non basta? Dobbiamo essere comunque considerati come negozi pericolosi e portatori di virus? Sono aperti i supermercati, farmacie, le ferramenta, tutti continuano a lavorare. Sono penalizzati soltanto i negozi di abbigliamento e le pelletterie. Tutto questo è inaccettabile. Accettiamo tutto per il rispetto delle istituzioni », ha concluso il titolare della boutique Ciarrocchi, «ma non credo che le nostre attività possano essere considerate un problema o una minaccia ».
Sulla stessa linea Nino Fabriani, del negozio di abbigliamento Target: «Ringraziando Dio la giornata è andata piuttosto bene. I clienti aspettavano con ansia questi saldi, quindi c'è stata una buona risposta. L'unico problema è che questa serenità è tristemente destinata a finire. Siamo già costretti a richiudere. C'è completa incertezza da parte nostra, ma notiamo che lo stesso sentimento è avvertito dalla clientela. Molti ci hanno chiesto quando potranno ritornare, ma noi stessi navighiamo a vista... vedo sinceramente molto male questa situazione. Siamo frastornati e amareggiati». La stessa amarezza la condivide Tiziano Lattanzi, titolare del negozio Sottosopra: «Buon afflusso di clienti in linea con le aspettative, ma non possiamo stare certo sereni per tutta la situazione. Avrei preferito sinceramente rimanere chiuso qualche altro giorno per poi ripartire definitivamente tutti. Così invece non si lavora con serenità. Non voglio però fare polemica perché il momento è delicato; ho perso tanti amici per colpa di questo maledetto virus. Posso solo dire che finché ci verrà data disponibilità, noi lavoreremo: siamo in trincea, occorre combattere».
C'è grande amarezza anche nelle parole di Dario Sfoglia, titolare della pelletteria Poker: «Felici di poter lavorare, ma con un giorno solo a disposizione possiamo fare ben poco. La situazione è a dir poco tragica, con un continuo stop and go non si riesce a lavorare. Non capiamo poi perché i negozi di intimo, di giocattoli, i barbieri eccetera restino aperti, mentre noi abbiamo perso e continuiamo a perdere tanti giorni di lavoro. Non c'è nessuna chiarezza, ma solo tanta confusione». Il negozio di borse Trapper non ha aderito agli sconti, ma la giornata di lavoro è andata comunque piuttosto bene: «Finalmente siamo riusciti a lavorare, tanti clienti e tante vendite, soprattutto di mattina», ha dichiarato il titolare Luca D'Andrea, «non siamo assolutamente felici per la situazione ma occorre rispettare le decisioni: meglio stare chiusi adesso per poter ripartire il prima possibile un domani ».
La rabbia degli esercenti è grande; ieri, con un post su Facebook, Manuel Ciardelli – figlio del titolare dell'enoteca L'Assenzio – ha voluto esternare la sua amarezza pubblicando una foto dove era intento a bruciare le bollette del locale, arrivate comunque nonostante le chiusure. «Aliquote aumentate, nessun blocco delle spese, nessun aiuto. Spero che i miei colleghi diano un segnale di vita e coesione poiché siamo tutti sulla stessa barca», ha scritto Manuel.
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