Buoni pasto e appalti, la vigilanza decide

29 Ottobre 2018

Tortoreto, la commissione consiliare chiude l’inchiesta sugli ammanchi e si concentra sugli affidamenti

TORTORETO. La commissione di vigilanza di Tortoreto chiude l’inchiesta sugli ammanchi dai buoni pasto e riapre quella sul caso degli affidamenti diretti. Nei giorni scorsi l’organo presieduto dal capogruppo in consiglio comunale del Movimento 5 Stelle Riccardo Straccialini si è riunito per trattare entrambi gli argomenti di strettissima attualità.
Sul fronte del buco da 160mila euro di mancati incassi dai buoni mensa la commissione ha terminato le udienze con i funzionari comunali e nelle prossime sedute si riunirà per definire la relazione finale. Secondo le indiscrezioni, la commissione avrebbe ribaltato la posizione di uno dei due rivenditori finiti nella bufera, accertando il suo ruolo di creditore di oltre duemila euro nei confronti del Comune, anziché di debitore. Questo, per effetto di un nuovo conteggio che avrebbe portato alla compensazione tra quanto il rivenditore doveva al Comune per gli introiti dei buoni pasto e quanto invece doveva ricevere per altri servizi effettuati per l’ente, ma anche per il riscontro di errori, come nel caso di un versamento effettuato dal privato in un conto corrente comunale sbagliato. Opposta, invece, è la conclusione a cui sono arrivate le indagini del pm Laura Colica, che nei giorni scorsi ha chiesto il processo con l’accusa di peculato per entrambi i rivenditori, riconoscendo sì al privato in questione la compensazione, ma confermando anche la sua posizione di debitore nei confronti del Comune per 12mila euro. Sul caso degli affidamenti diretti, invece, la commissione consiliare di vigilanza ha raccolto la documentazione e avviato una prima discussione. Gli affidamenti al vaglio sono quelli, numerosissimi e tutti sotto la soglia dei 40mila euro, fatti negli ultimi cinque anni dal Comune a due ditte, la System Innova che collabora nella riscossione dei tributi, e la Ap Pluriservice che ha gestito le mense e fornito personale, per un totale di diverse centinaia di migliaia di euro. La commissione si è mossa su segnalazione del consigliere comunale di opposizione Nico Carusi e ha riaperto una vecchia inchiesta avviata dallo stesso organo nel 2015, poi interrotta per la caduta dell’amministrazione Richi.
Luca Tomassoni
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