C’è bisogno di psicologi L’Asl ne ha soltanto 15

Indagine rivela il disagio dei teramani ignorato dalle istituzioni Flarà: pochi professionisti per trattare una platea in costante crescita
TERAMO. Il disagio causato dagli attuali meccanismi di relazione, dagli attuali stili di vita, cresce. Ma gli psicologi diminuiscono. Anche di questo si è parlato al congresso sindacato regionale Aupi e nel convegno "Attualità della psicologia in Abruzzo" che si è svolto a Giulianova. E nel convegno è stato presentato un sondaggio, condotto da tre psicologhe, sul bisogno di psicologia in provincia di Teramo. «Nel sondaggio», esordisce Natalio Flarà, appena eletto segretario regionale dell’Aupi, «e nel convegno con l'ordine regionale presieduto da Tancredi Di Iullo, con cui abbiamo trovato grandi convergenze, è emerso che c’è un grande bisogno di psicologia, ma l'offerta è molto scarsa nel pubblico. In Abruzzo ci sono 2.500 psicologi: nel pubblico ne lavorano solo 77, di cui 15 a Teramo. Ai 77 vanno sommati altri 37 che lavorano a vario titolo, con convenzioni e altro, sempre nelle Asl».
Eppure il sondaggio fa emergere una realtà che imporrebbe numeri ben diversi. Lo studio, condotto da Grazia De Luca, Sara Michetti e Clara Barone, su un campione di 130 soggetti fra 18 e 75 anni, evidenzia che il 42% è stato da uno psicologo, la maggioranza per problemi familiari, poi per avere un supporto psicologico, per curare ansia, depressione, attacchi di panico o disagio giovanile. Non solo: per più della metà del campione lo psicologo serve sia al singolo che al bene della collettività. E quasi la metà lo cerca nel servizio pubblico. Però per il 56% degli intervistati il servizio pubblico non offre un’adeguata assistenza psicologica. Risposta che fa il paio con l’84% che dice che le istituzioni non offrono sufficienti servizi di psicologia, che sono pochi e poco valorizzati. Le istituzioni a cui il campione chiede questa assistenza sono la scuola e subito dopo la Asl. Al terzo posto i Comuni.
«Il sondaggio conferma», aggiunge Flarà, «che gli enti non percepiscono che il bisogno di psicologia sta crescendo. E che peraltro fornendo adeguati servizi e facendo prevenzione si otterrebbe una diminuzione della spesa. Gli unici punti sul territorio sono i consultori dove c'è uno psicologo, che però è oberato da incombenze anche di psicologia giuridica come le valutazioni genitoriali e l'assistenza ai minori per incontri protetti. Diventa dunque molti difficile rispondere al singolo che ha il disagio». Flarà fa notare che il numero degli psicologi alla Asl di Teramo è sempre più esiguo: i pensionamenti o le dimissioni non vengono rimpiazzati. Tre anni fa ne erano 21, ora ne sono 15. Numero insufficiente soprattutto per far fronte ai nuovo Lea (livelli essenziali di assistenza) in cui la psicologia è molto presente.
Flarà individua alcuni ambiti che producono situazioni di disagio. Uno riguarda le separazioni. «Abbiamo superato il 60% di separazioni: portano un forte disagio relazionale di tipo psicologico. C’è poi il disagio di chi perde il lavoro che crea somatizzazioni, ansie, paure, fobie. Spesso il paziente arriva da noi dopo una lunga trafila fatta di accertamenti diagnostici e prescrizioni di farmaci». C’è poi il capitolo della psicologia dell’emergenza, che tanti effetti positivi ha avuto in occasione del terremoto dell’Aquila quando nella Asl di Teramo si creò un gruppo di volontari. «Nella recente esplosione del gasdotto se i pronto soccorso avessero avuto un’unità di psicologia dell'emergenza si sarebbero potuti trattare i soggetti coinvolti. Le emergenze accadono, basti pensare agli incidenti stradali». Infine il campo sterminato del disagio giovanile. «Sono sempre più preda da disagi tipici dell'età e del tempo attuale: sono frequenti attacchi di panico, insicurezza, uso di stupefacenti, disturbi della sessualità, influenzata dai modelli pornografici reperibili su internet», conclude Flarà, «Sono solo alcuni esempi di disagio. Ma non c'è la sensibilità a capire che la popolazione ha bisogno di sostegni». (a.f.)
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