C’è carenza di materiali: opere pubbliche bloccate

30 Novembre 2021

Lavori fermi sul tratto da ampliare della Statale 150 che attraversa fosso Canale  Il ponte pedonale sul Vomano doveva essere pronto il 1° novembre ma non c’è

ROSETO . A Roseto diverse opere pubbliche sono ferme al palo a causa dei ritardi nella consegna dei materiali. La criticità, ormai cronica, riguarda sia il ponte sul fosso Canale a San Giovanni sulla Statale 150 sia il ponte ciclopedonale in legno sul Vomano: due opere strategiche per il miglioramento della viabilità e per lo sviluppo turistico. I lavori del ponte su fosso Canale a carico dell’Anas sono fermi da quattro mesi: la scorsa settimana il sindaco Mario Nugnes ha avuto rassicurazioni da Antonio Marasco, responsabile Abruzzo-Molise dell’Anas, sul fatto che i lavori a breve sarebbero ripartiti. Novembre però è passato ed entro fine anno è molto difficile che l'intervento possa essere concluso. L’opera, per un importo di circa 775mila euro, prevede un adeguamento del piano altimetrico della Statale 150 a monte e a valle del ponte, oltre al suo allargamento. Sono previste anche nuove barriere di sicurezza e un impianto di illuminazione che si collegherà a quello della rotatoria nei pressi dell’autoporto, a pochi metri dal ponte. È un lavoro indispensabile per la sicurezza della viabilità, visto che costituisce il primo ingresso di Roseto, ma che oggi di fatto è una strettoia pericolosa e poco consona a una città di quasi 26mila abitanti. Del suo allargamento, in realtà, si parla da diversi anni e, in precedenza, avrebbe dovuto realizzarlo la Provincia. Tre anni e mezzo fa però il progetto, visto che l’amministrazione provinciale non aveva fondi per realizzarlo, passò all'Anas, che se ne fece carico rimodulandolo. La Statale 150 è molto trafficata e quel ponte ha sempre rappresentato una criticità, soprattutto nei momenti in cui si incrociano due mezzi pesanti, costretti a passare uno alla volta.
Per quanto riguarda il ponte ciclopedonale in legno sul Vomano a carico della Provincia, il cronoprogramma evidenziato nel cartello di cantiere indica che i lavori avrebbero dovuto essere conclusi il 1° novembre. L’opera però è ferma e a questo punto si spera possa essere ultimata per l’inizio della prossima stagione estiva. Il ponte, una volta concluso, collegherà Roseto sud a Scerne di Pineto lungo il percorso della ciclovia adriatica. A tre anni dalla consegna dei lavori, avvenuta nel 2017, e dopo una serie di controversie, nel 2020 si è arrivati alla risoluzione del contratto per inadempienza con la ditta Ecofin srl e per questo esito si è dovuto attendere una sentenza del tribunale, visto che la ditta aveva impugnato la decisione della Provincia. Tutto è partito il 23 giugno 2017, quando ci fu una cerimonia in pompa magna nella quale venne annunciato che la nuova opera sarebbe stata pronta in sei mesi con una spesa complessiva di due milioni 400mila euro. I lavori iniziarono ad agosto dello stesso anno e, in un primo momento, si sarebbero dovuti concludere appunto il 31 dicembre 2017.
Le operazioni procedevano a rilento e la scadenza dei lavori venne posticipata a giugno 2018. Nell’estate di quello stesso anno, però, del ponte non c’era neanche l’ombra e, successivamente, venne fissato come termine ultimo quello del 13 aprile 2019. Anche l’ennesima scadenza però non è stata rispettata.
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