C’è la “residenza virtuale” per i senzatetto

Istituita dal Comune su spinta del parroco don Gaston: «Da prima di Natale aiutate già 40 persone»
SILVI. La povertà non è solo non poter mangiare o dormire e non arrivare con lo stipendio a fine mese ma anche soprattutto non esistere per lo Stato, non avere una carta d’identità, una residenza, un codice fiscale utile per accedere alle cure sanitarie.
Di questo problema si sta occupando a Silvi il parroco argentino della chiesa San Salvatore don Gaston che gestisce, insieme ai frati francescani, la Caritas interparrocchiale con sede nei locali attigui alla chiesa dell’Assunta di via Roma. È lui che ha chiesto e ottenuto dal Comune l’apertura del servizio della cosiddetta “residenza virtuale” attraverso la quale tutti quegli indigenti senza documenti, considerati nessuno dalle istituzioni, hanno potuto indicare come propria dimora la sede della Casa comunale. «Da prima di Natale ad oggi abbiamo fatto emergere circa quaranta persone di diversa nazionalità che non avevano fissa dimora, venivano da noi a chiedere cibo e ristoro ma non avevano possibilità neanche di richiedere le vaccinazione per il Covid poiché senza tesserino sanitario», racconta don Gaston, «con la residenza virtuale finalmente questi poveri sono tornati a essere persone per le istituzioni, con documenti in tasca come tutti noi».
Il sacerdote evidenzia le difficoltà superate. «Ho dovuto a volte lottare con i funzionari comunali per far capire loro come fosse importante attivare questo servizio che è realtà in molte altre città», spiega, «anni fa c’era don Dino che aveva dato la residenza a molti poveri nella sua parrocchia, un gesto di grande valenza sociale». Il prete inoltre fa notare che la povertà e il disagio sociale in città è sempre un problema da non trascurare e che grazie alle questue prenatalizie sono stati aiutati centinaia di indigenti.
In più sono state attivate le raccolte di giocattoli per i bambini e di indumenti. Durante l’emergenza per il Covid, inoltre, da parte dei volontari della Caritas è stato avviato il servizio porta a porta per consegnare alimenti alle persone malate o isolamento a causa del virus. Don Gaston e gli altri sacerdoti fanno sapere che chi vuole contribuire può sempre contattare le sedi Caritas . (d.f.)

