C’è un tavolo per salvare l’Ipersimply

Ieri sciopero dei 53 dipendenti. Comune e Provincia incontrano un dirigente Sma, al via trattative per evitare la chiusura
TERAMO. «Questo ipermercato l’abbiamo visto nascere, non permetteremo che chiuda». Con queste parole il sindaco Gianguido D’Alberto ha commentato l’incontro avuto ieri, insieme al presidente della Provincia Renzo Di Sabatino e a una folta rappresentanza di amministratori locali e sindacati, con il responsabile della “Regione 3” della Sma-Auchan Lorenzo Bertini.
L’incontro è avvenuto durante uno sciopero, con presidio nel piazzale antistante l’ipermercato, dei 53 lavoratori a cui appena cinque giorni fa è stato comunicato che l’Ipersimply il 30 settembre chiuderà. Una chiusura che rappresenta una ferita per la città, non a caso in tanti ieri hanno voluto dare la propria solidarietà ai lavoratori in sciopero. Tanti clienti, il vescovo Lorenzo Leuzzi, moltissimi amministratori e consiglieri comunali di opposizione e anche due parlamentari, Stefania Pezzopane (Pd) e Fabio Berardini (M5S).
Sul fronte istituzionale nel consiglio comunale di martedì sarà votato un ordine del giorno a sostegno dei lavoratori e contro la chiusura, mentre Pezzopane vuol presentare un’interrogazione urgente. Lo stesso farà il segretario di Sinistra Italiana, l’onorevole Nicola Frantoianni. A livello locale intanto Di Sabatino e D’Alberto stanno organizzando l’apertura di un tavolo di trattative. «Abbiamo posto all’azienda, però tre precondizioni», ha dichiarato il sindaco al termine dell’incontro di ieri, «che venga eliminata la data del 30 settembre per la chiusura: è troppo vicina ed è inaccettabile; che al tavolo sia presente costantemente un referente con potere decisionale; che il tavolo non sia slegato da quello sindacale, due trattative separate farebbero solo pasticci».
«Abbiamo già sentito il governatore vicario Giovanni Lolli, dobbiamo solo stabilire la data dell’incontro», aggiunge Di Sabatino, «vogliamo fare chiarezza sui motivi della decisione per cui il gruppo ha deciso di chiudere proprio questo punto vendita. Si è arrivati a prendere questa decisione dopo un lungo periodo di mancati investimenti. Sul tavolo regionale ovviamente metteremo in campo proposte, anche aiuti perchè l’Ipersimply possa rimanere qui. Ha un grande patrimonio: il personale storico che potrebbe gestirlo molto meglio di come è stato fatto finora».
Il sindacato conferma il problema dei mancati investimenti: «Abbiamo segnalato tante volte la necessità di investimenti, dall’aria condizionata al riscaldamento che non funzionano da anni, alla necessità di cambiare i frigoriferi vecchi, a quella di aprire un banco macelleria servito, visto che qui nessuno vuole le vaschette» dichiarano due Rsu, Concetta Murri e Mario Maselli, «c’è inoltre un ascensore rotto da anni. Ci siamo spinti persino a proporre di cambiare zona, pur di salvare il punti vendita. E dopo 30 anni non siamo disposti a essere messi alla porta in silenzio, come vorrebbero».
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