Cabinovia dissequestrata, oggi riapre

21 Giugno 2023

La Procura accoglie l’istanza della società dopo la presentazione delle autorizzazioni per il 2023. Il gestore: «Grazie a tutti»

PIETRACAMELA. Quando la Procura ha chiesto il sequestro (il 14 giugno c’è stata la richiesta e il 15 il provvedimento del gip Marco Procaccini) agli atti c’erano solo le autorizzazioni per le manutenzioni del 2022. Quelle rilasciate per il 2023 sono arrivate alla società nel pomeriggio del 16 e hanno costituito la parte più rilevante dell’istanza di dissequestro presentata al pm e, sicuramente, il motivo del suo accoglimento.
Premessa indispensabile questa per mettere insieme i passaggi che ieri pomeriggio hanno portato al dissequestro della cabinovia di Prati di Tivo con l’impianto che da questa mattina torna in funzione. Dopo i sigilli scattati nella tarda serata di sabato, 12 ore appena la riapertura dell’impianto, l’avvocato Gianni Falconti, che rappresenta il gestore Marco Finori, lunedì ha presentato istanza al pm per chiedere il dissequestro allegando proprio le autorizzazioni arrivate nella giornata del 16 e quindi non agli atti del fascicolo della Procura. Una strada intrapresa prima di un eventuale ricorso al tribunale del Riesame. Nella mattinata di ieri il sostituto procuratore Davide Rosati, titolare del fascicolo, dopo aver disposto le verifiche sulla nuova documentazione, ha accolto l’istanza firmando il provvedimento di dissequestro dell’impianto che nel pomeriggio è stato notificato dai finanzieri del nucleo di polizia economico-finanziaria del comando provinciale. Così commenta Finori: «Ringrazio il sostituto procuratore Rosati, la Finanza e l’avvocato Gianni Falconi. C’era un dubbio da chiarire e in poco tempo sono stati effettuati i controlli su tutti verbali dei lavori eseguiti sulla cabinovia che hanno fatto constatare il suo perfetto stato. Voglio sottolineare che il nuovo controllo dei documenti ha ulteriormente evidenziato la sicurezza dell’impianto». Resta aperta l’inchiesta della Procura con 5 indagati, tra cui lo stesso Finori e quattro tecnici. Le ipotesi contestate in concorso sono l’attentato alla sicurezza dei trasporti e la falsità ideologica. In particolare, contesta il pm, sarebbero stati fatti dei passaggi quando ancora non era intervenuta la nomina del direttore di esercizio dell’impianto e i fatti si riferiscono al 2022.
(ha collaborato
Adele Di Feliciantonio)
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