Cabinovia, spunta l’ipotesi di tentata strage

Cavi elettrici tagliati: la Procura indaga per danneggiamento ma potrebbe optare per l’ipotesi più grave
TERAMO. Il fascicolo aperto dal pm Stefano Giovagnoni per ora ipotizza il danneggiamento aggravato, ma sull’episodio dei cavi tagliati alla cabinovia di Prati di Tivo la Procura potrebbe anche percorrere l’ipotesi più grave di tentata strage ravvisando, in questo caso, l’esistenza di un pericolo per la pubblica incolumità.
Intanto, dopo la presentazione della denuncia, sono scattati gli accertamenti dei carabinieri per la ricostruzione dei fatti e non è escluso che una volta conclusi il pm titolare del fascicolo decida di affidare una propria consulenza tecnica per una più approfondita ricostruzione. Una scelta che potrebbe far seguito proprio alla individuazione di una ipotesi di reato più grave di quella del danneggiamento aggravato. Ma questo sarà chiarito solo nei prossimi giorni e, in particolare, quando arriveranno gli esiti dei primi accertamenti chein queste ore stanno portando avanti i carabinieri.
Secondo il contenuto della denuncia i cavi elettrici del sistema di sicurezza sarebbero stati tagliati in otto punti su un pilone in prossimità della stazione di monte. Dopo la scoperta l’intervento immediato dei tecnici degli impianti, con le successive operazioni di sistemazione e messa in sicurezza, ha evitato il peggio.
Immediata, nella giornata di venerdì scorso, la segnalazione in Procura e successivamente la denuncia presentata ai carabinieri da parte del nuovo gestore Marco Finori. Un episodio, quello avvenuto nei giorni scorsi a Prati di Tivo, che sembra ricordare quel successo il 15 agosto del 2013, quando la cabinovia non potè entrare in funzione a causa del taglio di alcuni cavi elettrici.
Anche in quell’occasione si pensò ad un’azione dolosa e venne presentata una denuncia contro ignoti che però, nel tempo, non ha portato a particolari scoperte. Negli anni successivi la gestione della cabinovia ha attraversato alti e bassi con la Gran Sasso Teramano, la società proprietaria degli impianti, ora in liquidazione. A dicembre scorso, poi, l’affidamento della gestione all’imprenditore marchigiano Finori.(d.p.)
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