Caccia a chi affitta ai venditori abusivi

27 Agosto 2014

Alba, incontro tesissimo fra giunta e commercianti che fanno i nomi di chi dà loro alloggio e le zone dove si riforniscono

ALBA ADRIATICA. I commercianti di Alba Adriatica aprono la stagione della caccia all’illegalità. Hanno fatto i nomi di chi affitta appartamenti irregolarmente ai venditori abusivi, indicato le zone (e talvolta i locali) della città dove questi vengono riforniti di merce contraffatta e quelle degradate dove alla luce del sole si vive di spaccio di stupefacenti e di usura, ma hanno anche chiesto controlli e sanzioni per chi compra da abusivi. Erano una trentina, i commercianti albensi che ieri pomeriggio hanno incontrato il sindaco Tonia Piccioni e una parte della sua giunta, per chiedere di andare avanti nella lotta all’abusivismo e all’illegalità dopo i blitz in spiaggia.

Si sono detti "offesi" dal sit-in e dal corteo dei venditori abusivi che martedì scorso hanno bloccato il centro della città per essere ricevuti in municipio. Un “affronto”, questo, che ha fatto scattare una reazione durissima da parte di molti commercianti albensi che prima hanno organizzato una contromanifestazione (con il comitato Centro Storico), poi sospesa, e ieri hanno promesso «guerra all’illegalità» e dato anche un tempo massimo alle istituzioni per dare loro un segnale: l’inizio della stagione estiva 2015. Loro, i commercianti albensi, ieri in Comune si sono presentati organizzati ma tesissimi ed è stato difficile, per il sindaco, l’assessore alla sicurezza Pilò, quello al commercio Ambra Foracappa e il vicesindaco Massimo Tonelli, gestire un incontro così nervoso.

Perché i commercianti hanno dimostrato tutto il disappunto per quella che, a loro parere, è una disparità di trattamento tra le tasse e i controlli fiscali a cui i negozianti sono sottoposti e l’assenza di regole in cui invece vive il fenomeno dell’abusivismo. C’è chi ha raccontato di aver contato le tasse che deve pagare, ben 24, chi l’aneddoto di un ambulante che si è messo a fare concorrenza persino dentro il suo negozio, chi ha spiegato agli amministratori la difficoltà di fare il commerciante nell’Italia della pressione fiscale altissima e della crisi economica nerissima. Per loro, di questi tempi, la concorrenza sleale dei venditori abusivi è un problema serio e concreto. «E’ inutile però prendersela con i singoli venditori in spiaggia, bisogna colpire “a monte” il fenomeno. Tutti in città vedono e sanno», hanno detto, prima di chiedere sanzioni per chi compra merce contraffatta e la sponsorizzazione del Comune per una campagna di sensibilizzazione con manifesti e volantini. «Il nostro è un grande impegno su questo tema», ha risposto la Piccioni, ricordando anche il buon successo della convenzione con l’associazione nazionale Carabinieri per la lotta all’abusivismo sulla passeggiata del lungomare, iniziata già l’anno scorso. Poi la parola è passata a Marco Pilò, che ha mostrato le modalità con cui le organizzazioni lucrose che sono dietro ai venditori abusivi, siano in grado di “cambiare pelle”, per cui «il Comune da solo non può farcela a estinguere il fenomeno sulla spiaggia. Serve l’aiuto delle istituzioni più grandi, come visto dai blitz di agosto, ma anche di tutta la cittadinanza». Poi, oltre le promesse di rito, la proposta dell’amministrazione di rivedersi e di studiare, anche con altre associazioni, un piano di vigilanza continua dell’arenile con accordo tra pubblico e privati.

Luca Tomassoni

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