Caccia ai fondi per il secondo sottopasso

L’idea è di realizzarlo a Cartecchio. Ieri intanto la riaccensione del semaforo a Villa Pavone ha creato lunghe file
TERAMO. Il sindaco lo aveva detto giovedì mattina, durante l’inaugurazione del nuovo snodo viario a Cartecchio: «Il cantiere resterà aperto fino a quando non saranno risolte tutte le criticità legate all’attraversamento pedonale». Criticità che il Comune sta già carcerando di affrontare insieme ad Rfi, ipotizzando un secondo sottopasso proprio all’altezza dell’attuale passaggio a livello che insiste di fronte alla chiesa di Cartecchio.
Il sottopassaggio ciclopedonale che sarà realizzato a Villa Pavone è infatti insufficiente a rispondere alle esigenze di residenti e cittadini, e così giovedì, in occasione del taglio del nastro della mega rotonda, l’ingegnere Pierluigi Manetta ha effettuato un primo sopralluogo per conto del Comune per verificare la possibilità di realizzare un secondo attraversamento. L’idea è quella di realizzare un sottopasso all’altezza del passaggio a livello di Cartecchio, con una pendenza inferiore all’8 per cento così da poter essere utilizzato anche dai disabili, insieme ad una minirotatoria di fronte alla chiesa. Una proposta che avrebbe trovato il favore anche di Rfi ma per la cui realizzazione è adesso necessario trovare i relativi fondi. Il Comune punta a recuperare circa 300mila euro di fondi regionali dormienti, che con un ulteriore ed eventuale piccolo sforzo economico anche da parte delle Ferrovie consentirebbero di realizzare l’opera. «Stiamo studiando la possibilità di realizzare un secondo sottopasso pedonale a Cartecchio», conferma l’assessore ai lavori pubblici Stefania Di Padova, «ne abbiamo già parlato con Rfi che sembra essere d’accordo. Noi dovremmo occuparci di preparare il progetto mentre la realizzazione sarebbe affidata a Rfi. Questo ci risparmierebbe tutta una serie di passaggi e velocizzerebbe i tempi. Ovviamente vanno reperiti i fondi». Più difficile, invece, se non impossibile, l’ipotesi di realizzare dei marciapiedi.
Ieri, intanto, a Villa Pavone è stato riacceso il semaforo all’altezza del passaggio a livello di via Melozzi, dove sono state registrate nuovamente lunghe file. «Per il momento abbiamo provveduto a riaccendere il semaforo per non creare un flusso», ha sottolineato l’assessore Di Padova, «e dare modo alle persone che affronteranno questo nuovo percorso di rendersi conto di come deve essere affrontato». Sui social, però, sono stati numerosi i cittadini che sono intervenuti per proporre la realizzazione di una rotatoria all’incrocio tra via Melozzi e via don Primo Mazzolari, la strada che porta a Colleatterrato basso, proprio per evitare il crearsi di lunghe file. Ipotesi, quest’ultima, difficilmente realizzabile. E sempre sui social, a distanza di poche ore dall’inaugurazione del nuovo snodo viario di Cartecchio, si è scatenata la polemica per la chiusura, ieri sera, del passaggio a livello di villa Pavone. Ad intervenire sulla vicenda, facendo proprie le rimostranze dei residenti, Raffale Raiola, presidente di Teramo solidale e Cittadinanza Attiva , che intervenendo sulle modalità di realizzazione ed apertura dell’infrastruttura viaria ha chiesto all’amministrazione di agire in autotutela rispetto a tutta una serie di questioni. Per Raiola, infatti, l’infrastruttura doveva essere riconsegnata a completamento di tutti i lavori.
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