Caccia alle ex, arrestato il terzo stalker in tre giorni

2 Luglio 2017

Giro di vite della magistratura teramana dopo l’assassinio dell’oncologa

TERAMO. Ester Pasqualoni non lo saprà mai, ma forse la sua tragica morte è servita a dare una svolta alla storia della violenza sulle donne in provincia di Teramo. Con l’arresto di un 56enne di Martinsicuro, eseguito ieri dai carabinieri, diventano tre in tre giorni le misure cautelari disposte dalla magistratura teramana su altrettanti persecutori delle proprie ex. Difficile pensare che si tratti di un caso, a maggior ragione se si considera che le tre storie di stalking andavano avanti da mesi se non da anni e non hanno avuto recrudescenze eccezionali negli ultimi giorni. È chiaro come l’assassinio dell’oncologa 53enne straziata a colpi di coltello il 21 giugno a Sant’Omero da Enrico Di Luca, un ex amico diventato il suo persecutore, abbia fatto rizzare le antenne a Procura della Repubblica e magistratura giudicante. Non tanto per le polemiche seguite alla morte di Ester, quanto per l’esigenza di dare un segnale forte a un’opinione pubblica scossa e, attraverso un immediato giro di vite, tentare di frenare un fenomeno che continua ad essere, anche dalle nostre parti, incredibilmente diffuso.
Ritenuta casuale la territorialità degli ultimi fatti, tutti avvenuti in Val Vibrata compreso il delitto, in essi c’è una costante significativa: gli stalker in questione sono tutti uomini ossessionati dalle rispettive ex, ovvero le perseguitano in modo sistematico dopo la fine di una relazione con l’obiettivo di farle tornare con sé. Emblematico l’ultimo caso della serie. I carabinieri della stazione di Martinsicuro ieri mattina hanno notificato ad un 56enne del posto l’ordinanza di applicazione della misura cautelare in carcere emessa dal gip del tribunale di Teramo Giovanni de Rensis, su richiesta del sostituto procuratore Greta Aloisi, con l’accusa di atti persecutori. I fatti sarebbero stati commessi tra Martinsicuro, Alba Adriatica e Tortoreto fra marzo e giugno di quest’anno. L’uomo, dopo la separazione dalla consorte, avrebbe iniziato una vera e propria caccia alla ex, continuando a opprimerla con sms e telefonate insistenti, seguendola nei posti da lei frequentati ed anche sotto casa. La stessa ex sarebbe stata minacciata di morte subendo molestie sia telefonicamente che di persona. In alcune circostanze, secondo quanto contenuto nel rapporto dei carabinieri, l’avrebbe addirittura bloccata per strada, ponendosi davanti all’autovettura della donna e costringendola a fermarsi. Una vera e propria sceneggiata in pubblico, con la scusa di chiedere spiegazioni. Lo scopo era farla ritornare a casa con lui, ed è arrivato a minacciare il suicidio qualora lei non avesse accettato. In una circostanza, le avrebbe addirittura fatto una videochiamata in cui le avrebbe mostrato delle pistole, risultate poi giocattolo, mentre in un’altra occasione, dopo averla presa a schiaffi, l’avrebbe mandata in ospedale con una prognosi leggera. La situazione aveva prodotto uno stato di ansia nella donna che, temendo per la propria incolumità, si era vista costretta a denunciare il fatto. Lo stalker, in virtù del provvedimento del giudice, è stato portato nel carcere di Castrogno.(d.v.-a.d.p.)
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