Cade e annega nel serbatoio dell’acqua

3 Aprile 2017

Vittima un pensionato di 66 anni del posto sfollato dopo il sisma. È scivolato nel tentativo di raccogliere un attrezzo

ISOLA DEL GRAN SASSO. Qualche giorno fa aveva festeggiato la laurea della figlia e da papà orgoglioso si era commosso davanti alla sua bambina diventata “dottoressa”. Perchè Giuseppe Scardelletti, per tutti Peppino, 66 anni, una vita trascorsa a costruire case come esperto muratore e da ottobre sfollato per il terremoto, era un bravo padre di famiglia. «Un uomo tutto casa e lavoro» lo ricordano nell’albergo di Isola in cui viveva dopo che il sisma aveva reso inagibile la sua abitazione. E’ morto annegato in un piccolo serbatoio dell’acqua in un locale adibito a rimessa degli attrezzi, nelle campagne di Collalto di Isola.

La tragedia si è consumata in pochi attimi, probabilmente nella tarda mattinata di ieri anche se è stata scoperta qualche ora dopo quando la moglie, impensierita per non averlo visto rientrare per pranzo, è andato a cercarlo. Ed è stata proprio lei, insieme ad altre persone ospiti dell’albergo di Isola dopo il terremoto, a fare la drammatica scoperta. Hanno lanciato subito l’allarme, ma per l’uomo non c’era più niente da fare. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri è ipotizzabile che sia caduto nel serbatoio a testa in giù nel tentativo di raccogliere un attrezzo da lavoro che gli era scivolato. Molto probabilmente le dimensioni piccole del serbatoio gli hanno impedito di muoversi per uscire. Il pm di turno Andrea De Feis non ha ritenuto necessario disporre l’autopsia e ha già dato il nulla osta per la sepoltura.

Peppino, come lo chiamavano in paese, era un qualificato muratore che per anni ha lavorato costruendo case e strade ad Isola e fuori. Con la famiglia abitava in una palazzina Ater del centro montano, ma le scosse di ottobre avevano reso inagibile l’edificio e per questo l’uomo e la sua famiglia erano stati costretti a lasciare l’abitazione. Da allora era ospite in un albergo di Isola insieme a tanti altri sfollati. E anche qui si era fatto ben presto amare per la sua disponibilità. Proprio nell’hotel giovedì avevano festeggiato la laurea della figlia.

Ieri mattina, così come faceva tutte le domeniche, Peppino era uscito dall’albergo per raggiungere la vecchia casa di campagna. Lo faceva tutte le volte che poteva perchè amava la vita all’aria aperta e coltivare la terra. All’ora di pranzo, però, non è tornato e le chiamate sul cellulare sono rimaste senza risposta. Strano per un uomo sempre puntuale. La moglie si è fatta accompagnare da alcuni familiari e in macchina sono andati a Collalto, nella vecchia casa di campagna. E’ stata lei a trovarlo. L’allarme è scattato subito e in poco tempo sul posto sono arrivate le ambulanze del 118 e i carabinieri della stazione di Isola. E’ stato un militare il primo a tirarlo fuori dal serbatoio. Ma per l’uomo non c’era più niente da fare. Gli operatori del 118 hanno soccorso la moglie che si è sentita male, mentre nella casa di campagna di Collalto sono arrivate le squadre dei vigili del fuoco. La salma è stata trasportata all’obitorio dell’ospedale di Teramo, dove nel pomeriggio in tanti sono giunti per salutare Peppino, gran lavoratore e bravo papà.

(ha collaborato Adele

Di Feliciantonio)

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