Cade in banca, deve essere risarcita
Teramana si frattura un polso nelle porte scorrevoli: il giudice le dà ragione
TERAMO. Esce dalla banca, ma resta schiacciata tra le porte scorrevoli della sede di corso San Giorgio. Cerca di liberarsi con le braccia ma in quel momento le porte si riaprono e cade a terra fratturandosi un polso. Lei, teramana di 60 anni, trascina l’istituto di credito in tribunale e il giudice condanna l’ex Tercas della passata gestione a risarcirle i danni. Che stima in 33mila euro. E’ una sentenza destinata a fare giurisprudenza quella del giudice civile di Teramo Mauro Pacifico. Che a pagina 3 scrive: «E’ dimostrata la sussistenza di un nesso di causalità tra la cosa in custodia e la produzione dell’evento dannoso, dovendo, peraltro, osservarsi che, trattandosi di sinistro causato dall’intrinseco dinamismo della cosa in custodia (porte scorrevoli automatiche), non competeva alla ricorrente di dimostrare ulteriormente, ai fini della prova del nesso causale, che la medesima cosa custodita, al momento del fatto, si trovasse in una particolare condizione potenzialmente lesiva, potendosi peraltro osservare la circostanza dell’esistenza di un malfunzionamento sia pure sporadico». Alla donna, assistita dall’avvocato Tommaso Navarra, dopo l’incidente sono stati riconosciuti 12 punti di invalidità permanente. E scrive ancora il giudice rispondendo alla banca su una eventuale responsabilità della donna: «Non può dirsi dimostrata l’esistenza di una condotta colposa tenuta dalla danneggiata in occasione del sinistro non potendo, in particolare, dirsi dimostrato che la ricorrente abbia imprudentemente tentato di varcare le porte quando le stesse si trovavano già in fase di chiusura».(d.p.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

