Cade in mare dal peschereccio e muore

Tragedia al largo di Martinsicuro, la vittima era di San Benedetto. La procura apre un’inchiesta e ordina l’autopsia
MARTINSICURO. Tragedia in mare al largo delle acque di Martinsicuro: un marinaio cade dal peschereccio sul quale stava lavorando e il suo cadavere viene ritrovato dalla motovedetta della guardia costiera in prossimità della foce del Tronto. Risponde al nome di Nicola Pignati, 69enne originario di Grottammare e residente a San Benedetto del Tronto, la vittima dell'incidente avvenuto ieri mattina nelle acque di Martinsicuro, e sul quale la magistratura teramana ha aperto un'indagine volta a chiarire le cause del decesso.
L'episodio si è verificato intorno alle 10 di ieri mattina, quando il peschereccio Libeccio Secondo, dedito alla pesca a strascico e di base a San Benedetto del Tronto, era intento a navigare nelle acque poste al confine tra Abruzzo e Marche. Non si conoscono i motivi per cui Pignati, forse colto da un malore, forse scivolato, sia caduto in mare. L'altra persona componente l'equipaggio della barca, il capitano del Libeccio Secondo, si sarebbe accorta dell'accaduto dopo che Pignati era già caduto in mare e, non riuscendo a recuperare il corpo del 69enne nonostante i tentativi di salvataggio subito messi in atto, ha allertato la Capitaneria di porto di San Benedetto. Questo il primo racconto del compagno della vittima: «Io stavo preparando il caffè e quando sono uscito in coperta ho visto il suo berretto a pelo d'acqua. L'ho chiamato, gli ho lanciato il salvagente e poi ho tentato di tirarlo su prendendolo per la sciarpa, ma Nicola è stato inghiottito dal mare». La motovedetta è intervenuta rapidamente ed ha recuperato il corpo dell'uomo, constatandone il decesso. Su disposizione del pubblico ministero Davide Rosati il capitano del peschereccio, fortemente scosso per l'incidente, è stato condotto a San Benedetto per essere interrogato, mentre la salma di Pignati è stata portata dai militari, per motivi di competenza territoriale, nel porto di Giulianova. In seguito il magistrato ha disposto l'esame autoptico per accertare le cause del decesso. Un medico legale è stato incaricato di eseguire l'autopsia nel pomeriggio di ieri, quindi nelle prossime ore si dovrebbe conoscere se l'uomo sia stato colto da un malore letale, sia annegato dopo una caduta accidentale dalla barca o se vi siano altre cause dietro la morte del 69enne marchigiano.
Nicola Pignati lascia la moglie Rosalba, con la quale viveva in zona Ascolani, e i figli Eugenio e Tonino, quest'ultimo titolare di un'attività commerciale nel centro della cittadina marchigiana. Il funerale è stato fissato per oggi pomeriggio alle 15.30 nella chiesa di San Filippo Neri.
Sandro Petrongolo
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