Cade per la strada a pezzi, il Comune paga
Silvi, l’ente condannato a risarcire 5mila euro a un motociclista finito a terra a causa di dossi e buche
SILVI. La Cassazione, anche a sezioni unite, lo ha sancito più volte: gli enti gestori delle strade sono responsabili della sicurezza di chi le percorre. E anche se il quotidiano è fatto di casse al verde e di amministrazioni locali ormai senza più fondi costrette a inseguire le emergenze, periodicamente ci sono sentenze di condanna che ricordano il pronunciamento della Suprema Corte. L’ultima è quella firmata dal giudice di pace Enrica Isidori che ha condannato il Comune di Silvi a risarcire i danni a un motociclista caduto a terra «a causa della presenza di dossi e strada disconnessa e non segnalata con scarsa visibilità, riportando lesioni oltre a danni al motoveicolo»: circa 5mila euro tra danni e spese legali. Il motociclista e il proprietario del mezzo (in questo caso due persone diverse) sono stati assistiti dall’avvocato Antonio Del Vecchio.
I fatti risalgono al 2015 (con la denuncia presentata nel 2017) in una strada interna. Si legge nella sentenza del giudice: «L’esito dell’istruttoria condotta ha dimostrato il fondamento e la veridicità della ricostruzione dei fatti. La domanda deve trovare accoglimento poiché sono stati provati in modo idoneo i fatti per come prospettati nell’atto di citazione. Ha trovato supporto probatorio la circostanza che il motociclista nell’occasione si trovava a bordo del motociclo e incappava improvvisamente su una strada resa sconnessa da una serie di dossi presenti sul manto e non segnalati. È emerso che è stata proprio la presenza dell’ostacolo imprevedibile a determinare la caduta a terra del conducente il motoveicolo. Il conducente perdeva il controllo e cadeva a terra riportando lesioni personali in virtù della cattiva manutenzione del manto stradale da parte dell’ente convenuto, deputato al controllo in tal senso. Lo stesso ha confermato che sul posto non vi erano segnalazioni delle anomalie dell’asfalto e la strada era rettilinea e poco illuminata». Nella sentenza il giudice sottolinea la ricostruzione di un testimone oculare dei fatti. «Ha dichiarato che durante il senso di marcia del motoveicolo condotto dall’attore», si legge a questo proposito nella sentenza, «vi era una radice che fuoriusciva sulla strada e vi erano numerosi dossi con buche e cunette».(d.p.)
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