Calabretta, sentiti gli ultimi testi: sentenza a febbraio

PINETO. Davanti al giudice hanno confermato la versione dell’infermiere: il defibrillatore semiautomatico presente sull'ambulanza (la prima arrivata sul posto) era stato usato subito per tentare di...
PINETO. Davanti al giudice hanno confermato la versione dell’infermiere: il defibrillatore semiautomatico presente sull'ambulanza (la prima arrivata sul posto) era stato usato subito per tentare di salvare il bambino. E’ un’altra udienza a scandire i tempi del processo per la morte del piccolo Marco Calabretta, il bambino di 9 anni deceduto sul campo di calcio il 25 settembre 2015 per una fibrillazione ventricolare, provocata secondo l'autopsia da una malformazione congenita. Una morte per la quale si trova attualmente a processo con rito abbreviato, il medico del 118 Darush Barhi (assistito dall’avvocato Gianfranco Iadecola). Ieri mattina, proprio su richiesta del gup Domenico Canosa davanti a cui è in corso il procedimento, sono stati ascoltati l’autista dell’ambulanza, due allenatori e il cardiologo consulente della pubblica accusa. Nella precedente udienza l'infermiere, nell’affermare l’uso del defibrillatore, aveva dichiarato che, una volta applicate le piastre, era stata proprio la macchina a non entrare in funzione, non rilevando all'atto del monitoraggio le condizioni per la defibrillazione. Un aspetto importante, questo, visto che l'accusa nei confronti del medico del 118 è proprio quella di non aver utilizzato il defibrillatore che pure era presente anche sulla seconda ambulanza. Il medico è finito a processo su imputazione coatta firmata dal gip Giovanni de Rensis dopo che la famiglia del bambino si era opposta all'archiviazione chiesta dalla Procura. Nella richiesta d'archiviazione il pm Stefano Giovagnoni aveva evidenziato il mancato utilizzo del defibrillatore sostenendo però, nello stesso tempo, come solo se usato entro un determinato lasso di tempo lo strumento avrebbe potuto salvare la vita. Di diverso avviso il gip che nell'ordinanza di imputazione coatta ha scritto: «Sarebbe stato doveroso l'utilizzo del defibrillatore sia a scopo di diagnosi che di terapia». La sentenza a febbraio.(d.p.)
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