Calcinacci dall’hotel Kent, nuova diffida

Alba, il Comune intima alla proprietà di mettere subito in sicurezza lo stabile chiuso da tempo
ALBA ADRIATICA. Ex hotel Kent pericolante e nel degrado: si riaccende lo scontro con il Comune di Alba Adriatica, che ora ne chiede l'immediata messa in sicurezza. La società proprietaria dello storico albergo, chiuso da tempo, che si affaccia sulla Rotonda Nilo, non ha infatti risposto con i fatti alla diffida presentata ad agosto dall'ente. Ma con il forte vento dei giorni scorsi, nuove piccole porzioni dei balconi sono rovinatE giù sul marciapiede, soprattutto all'angolo tra il lungomare Marconi e viale della Vittoria, senza provocare, per fortuna, danni a persone.
La reazione del Comune, però, è stato durissima, con il sindaco Tonia Piccioni che ha firmato un'ordinanza "contingibile e urgente" che costringe la proprietà a sistemare l'edificio entro dieci giorni dalla notifica dell'atto, altrimenti si potrebbe procedere con un contenzioso penale. L'ordinanza segnala distacchi di calcestruzzo da alcuni balconi che si affacciano anche sul ristorante ospitato al piano terra dell'albergo, distacchi di mattoncini di rivestimento e vetri rotti, quindi un «visibile stato di degrado e di abbandono, divenuto altresì rifugio di piccioni, causa di inconvenienti igienico-sanitari».
Oltre ai pericoli per l'incolumità delle persone e dei mezzi, quindi, il Comune segnala anche la pessima immagine che offre uno dei punti più centrali della città e da cartolina del turismo albense. Lo scontro tra proprietà ed ente, ad ogni modo, ha vissuto già momenti tesissimi in passato, soprattutto quando c'era l'amministrazione Giovannelli: nel 2010 il Comune approvò il "piano alberghi" che limitava la trasformazione degli hotel in edifici residenziali e la società, che aveva già presentato proposta per realizzarci appartamenti, reagì con un ricorso al Tar con tanto di richiesta di risarcimento di ben quattro milioni, poi però rigettato dai giudici.
Luca Tomassoni
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