Calcio e fede, padre Simone si racconta all’assemblea Csi

GIULIANOVA. Lunedì scorso, nell’area antistante il santuario della Madonna dello Splendore, si è svolta la convention Csi con la presenza di oltre 100 delegati. Una riunione per segnare la...
GIULIANOVA. Lunedì scorso, nell’area antistante il santuario della Madonna dello Splendore, si è svolta la convention Csi con la presenza di oltre 100 delegati. Una riunione per segnare la ripartenza dello sport di base, ma anche per illustrare le regole del protocollo di sicurezza varato dal Csi per far fronte all’emergenza sanitaria. Le ripartenze sono state così fissate: 10 ottobre disciplina del calcio, 12 per il calcio a 7.
All’affollata assemblea ha partecipato anche padre Simone Calvarese, priore del santuario. Il frate ha ripercorso le tappe del suo forte avvicinamento alla fede. Padre Simone, da incallito ultras giallorosso, passò in breve a indossare il saio dei cappuccini. E ha portato il ricordo della sua conversione: «Ricordo in particolare una trasferta a Viterbo nell’anno in cui il Giulianova disputò i play off. Il pre gara fu tremendo: una sassaiola spaventosa, pietre e lacrimogeni volavano da tutte le parti. Qualche anno dopo sono tornato nella stessa stazione e nella stessa città, ma per sostenere una tappa fondamentale del mio percorso di vocazione. Dopo tanto tempo ho capito di aver compiuto delle sciocchezze pazzesche: con i miei gesti avrei potuto fare del male a qualcuno. Questo pensiero ancora oggi mi fa avere il magone. Ho giocato nelle fila del Giulianova fino alla categoria ‘allievi’ e poi nel Cologna Spiaggia fino a 18 anni. Poi ho dovuto smettere a causa di un brutto infortunio». Nella conversazione con Angelo De Marcellis il religioso non ha dimenticato padre Fernando Tribuiani, figura di primo piano nella ricerca della sua vocazione. Padre Simone ha ricordato gli accesi derby con il Teramo e ha sottolineato: «Sono sincero, ai teramani voglio davvero un gran bene». (al. al.)

