Calcio e migranti, il fenomeno si espande

3 Marzo 2018

In due anni sono passate da una a quattro le formazioni amatoriali composte da ragazzi africani

TERAMO. Uno dei modi più facili e immediati per superare le barriere linguistiche e culturali è lo sport. In provincia di Teramo, da quando l’ondata migratoria ha portato anche dalle nostre parti centinaia di richiedenti asilo, la loro integrazione passa anche attraverso il calcio. Nei due campionati amatoriali provinciali organizzati da enti di promozione, in questa stagione sportiva militano ben quattro squadre composte (esclusivamente in tre casi, quasi esclusivamente nell’altro) da migranti africani.
Due stagioni fa la prima squadra di rifugiati a costituirsi, e a partecipare al campionato Uisp, è stata il Consorzio Solidarietà Aprutina, che l’anno scorso si è laureato campione provinciale Uisp ed è poi passato a disputare il campionato Csi. Dal Csi, viceversa, la Rosetana (costituitasi nella stagione 2016-17) è passata nell’autunno scorso a giocare il campionato Uisp, dove in questa stagione hanno esordito le neo costituite Extravaganti e Basciano (quest’ultima include anche alcuni giocatori italiani).
Premesso che l’idea di integrare questi ragazzi anche attraverso il calcio è apprezzabile, i risultati sul campo finora non sono esaltanti. Veri e propri episodi di razzismo non si sono registrati, qualche tensione di troppo sì. Il motivo è presto spiegato: dal punto di vista puramente sportivo non può non creare problemi l’innesto di squadre composte da giovanissimi dalle grandi qualità atletiche, peraltro dediti con frequenza all’attività fisica, in campionati amatoriali dove giocano semplici appassionati spesso in là con l’età e poco allenati, oltre che attenti a non farsi male perché lavoratori e padri di famiglia. La velocità di gioco e l’impatto agonistico sono molto diversi, per questo l’incidente spiacevole è sempre dietro l’angolo. Finora si è registrata qualche partita sospesa per accesi litigi verbali.(red.te)
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