Cambia gestore, le staccano la luce

Disavventura di una teramana di 93 anni. Robin Hood: «Contratto fraudolento»
TERAMO. Nonna teramana di 93 anni rischia di trascorrere il Natale al buio. La signora si è accorta di una riduzione di energia elettrica, preannuncio del distacco totale della corrente, e solo grazie all'intervento della nipote che si è recata negli uffici di E-distribuzione è venuta a conoscenza di aver cambiato gestore, molto probabilmente per aver accettato telefonicamente il contratto con un'altra società. La nonna tuttavia non ricorda l'accaduto, nè il nome del nuovo operatore, e non avendo ricevuto fatture da maggio, non ha potuto provvedere al pagamento delle bollette, trovandosi ora nella concreta possibilità di rimanere senza luce. La disavventura è stata denunciata dall'associazione cittadina a tutela dei consumatori Robin Hood alla quale la nipote della donna si è rivolta. «Dopo il racconto della nipote abbiamo contattato E-distribuzione per capire meglio la storia», spiega il presidente dell'associazione Pasquale Di Ferdinando, «il gestore ci ha confermato il cambio dell'operatore fornitore del servizio ma, per la legge sulla privacy, non ha potuto comunicarci la società subentrata. Abbiamo intanto contestato a E-distribuzione il mancato invio, come prevede la norma, di una raccomandata per avvisare la signora dell'imminente distacco di corrente, visto che la riduzione di energia elettrica rappresenta il primo passo per avviare la procedura. In secondo luogo chiederemo a E-distribuzione di contestare il contratto, che riteniamo fraudolento, sulla base della delibera 153 del 2012 dell'autorità dell'energia, affinché la nostra assistita possa tornare al precedente operatore senza oneri aggiuntivi». Di Ferdinando ha spiegato poi che questa tipologia di accettazione dei contratti, l'assenso telefonico, è stata introdotta per avvantaggiare il libero mercato dell'energia, ma che a tale modalità dovrebbe seguire, successivamente, l'invio dell'accordo cartaceo per la sottoscrizione. «Questa seconda fase, prevista per legge ma spesso disattesa, è a tutela delle fasce deboli, anziani in primis», ha sottolineato Di Ferdinando. (e.m.)
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