Cambiale falsa per la casa, venditrice nei guai

21 Gennaio 2020

Mosciano, dopo la denuncia dell’acquirente la proprietaria dell’immobile finisce sotto processo

TERAMO. Ha comprato una casa pagandola più di centomila euro e si è ritrovato con una cambiale protestata di seimila euro a favore della proprietaria dell’immobile con in calce la firma falsa sua e di sua moglie. Ora sarà il processo, in cui moglie marito sono parte lesa e la proprietaria imputata per falsità (senza essere in concorso nella falsità), a fare chiarezza. Ieri mattina davanti al giudice onorario di tribunale Massimo Biscardi c’è stata la testimonianza dei coniugi che si sono costituiti parte civile (assistiti dall’avvocato Giannicola Scarciolla). Il caso inizia qualche anno fa quando i due acquistano una casa a Mosciano. Pagano tutto quello c’è da pagare (poco più di centomila euro) e si ritrovano con un debito di circa ottomila euro con la proprietaria. «Ci mettiamo d’accordo», hanno raccontato in aula, «per pagare la somma in tre anni. Lo facciamo con tanto di atto che prevede un versamento di 150 euro al mese». La somma si riduce a seimila euro perché nel frattempo, hanno spiegato ieri mattina in aula i due, in casa hanno fatto dei lavori che sono stati scalati dall’importo complessivo. Va avanti così fino a quando i due non vengono chiamati dalla banca presso cui hanno il conto corrente che li informa di una cambiale protestata.
La coppia immediatamente si presenta in banca e alla vista della cambiale si accorge che nessuna delle due firme è vera. Così vanno dai carabinieri e denunciano tutto. Inizia l’indagine e ben presto la Procura dispone, attraverso una consulenza tecnica d’ufficio, una perizia calligrafica che accerta la falsità delle firme: non sono quelle di moglie e marito. Che ieri in aula hanno ribadito: «Noi con quella cambiale non c’entriamo niente e tutto quello che dovevamo pagare lo abbiamo dato». L’imputata è assistita dall’avvocato Costanzo D’Amelio. Prossima udienza a settembre.(d.p.)
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