Camera commercio L’ultimo bilancio prima della fusione

15 Settembre 2020

Lanciotti dà i numeri del suo mandato: «Versati 3,5 milioni a 1.800 imprese e affrontati gli effetti di gravi calamità»

TERAMO. Il consiglio della Camera di commercio di Teramo, insediato nella primavera del 2015, ha chiuso ieri il proprio mandato. Ad un mese dalla prevista fusione con la Camera di commercio dell'Aquila, il presidente Gloriano Lanciotti ha fatto il bilancio di fine mandato: «Questo quinquennio ha coinciso con il lungo periodo del sisma, la straordinaria nevicata del 2017 e l'impatto devastante del Covid. Nonostante questi eventi straordinari, la Camera ha adottato importanti strategie, con interventi puntuali a favore delle imprese e dei territori colpiti dalle calamità, e più di recente con una serie di azioni finalizzate alla ripartenza post Covid».
I NUMERI. In cinque anni la Camera ha messo a disposizione del sistema imprenditoriale teramano più di 3 milioni e mezzo di euro, di cui hanno beneficiato 1.804 imprese locali. «Questo ammontare di risorse è stato proposto alle imprese attraverso una serie articolata di bandi, tra i quali i più importanti in termini di importo riguardano l'accesso al credito, l'internazionalizzazione, il sostegno alle imprese giovanili e femminili, l'innovazione/digitalizzazione e l'incentivazione del turismo in bassa stagionalità», ha spiegato Lanciotti, «inoltre per gli interventi connessi con l'emergenza sisma e calamità sono stati messi a disposizione più di 500.000 euro di cui hanno beneficiato 148 imprese, ed è stato aperto un bando a favore delle imprese per la ripartenza in sicurezza nel post Covid con 130.000 euro di stanziamento».
I MOMENTI D’ORO. Lanciotti ha ricordato i due momenti più emozionanti e soddisfacenti del mandato. «Sicuramente la premiazione al Quirinale come prima Camera di Commercio in Italia è stata un orgoglio incredibile. Ma anche aver partecipato a una seduta del Parlamento europeo in rappresentanza delle nostre imprese è un traguardo emozionante».
LA FUSIONE. Impossibile poi non commentare la tanto discussa fusione con L'Aquila, che entro metà ottobre darà vita alla Camera di commercio del Gran Sasso. «Restiamo contrari», ha detto Lanciotti, «alla legge di riforma che prevede la fusione, ma ovviamente ci adeguiamo rispettando le disposizioni. Ora mi auguro che si possa creare una nuova governance camerale che abbia unità di intenti e condivisione. Da oggi fino alla metà di ottobre verrà nominato un commissario straordinario per gestire la Camera, o forse ci sarà una piccola proroga delle nostre mansioni. Vedremo». Infine una precisazione e una stoccata all'assessore regionale Mauro Febbo. «Preciso che nulla cambierà per i nostri utenti: la sede legale sarà nel capoluogo ma la sede operativa sarà sempre qui. Non capisco gli attacchi di Febbo al nostro ente, noi non abbiamo bloccato il processo di fusione per attaccamento alle poltrone, cosa peraltro senza senso perché il nostro mandato sarebbe comunque scaduto quest'anno, ma solo per legittime perplessità sulla nuova legge».
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