Camera di commercio, fusione congelata

Le associazioni imprenditoriali favorevoli allo stop, oggi il consiglio si esprimerà sulla sospensione
TERAMO. La fusione tra la Camera di commercio di Teramo e quella dell’Aquila può attendere.
E’ l’orientamento emerso, con alcuni distinguo, nella riunione convocata ieri pomeriggio dal presidente dell’ente, Gloriano Lanciotti, a cui hanno partecipato buona parte delle associazioni datoriali e i sindacati. L’obiettivo era appunto “tastare il polso”, capire qual è l’orientamento di coloro che poi costituiscono il tessuto della Camera di commercio.
La riflessione scaturisce da un’ordinanza del Tar del Lazio che rimette in gioco l’intero impianto normativo. Intervenendo sul ricorso presentato dalla Camera di commercio di Pavia per l’annullamento del decreto ministeriale che disponeva la riduzione del numero degli enti camerali attraverso il loro accorpamento, il tribunale amministrativo regionale ha infatti rilevato dei profili di incostituzionalità di alcuni articoli della legge in applicazione della quale è stato adottato il relativo decreto. Da qui la decisione del Tar di rinviare gli atti alla Corte Costituzionale, che dovrà esprimersi sulla questione. Con la legge messa pesantemente in discussione, molte Camere di commercio in Italia stanno bloccando i processi di fusione che imponeva la legge stessa. E una è quella di Teramo, che sancirà il “congelamento” della pratica oggi pomeriggio con una delibera su cui sarà chiamato ad esprimersi il consiglio dell’ente. «Porteremo all’ordine del giorno», conferma Lanciotti, « la richiesta di sospensiva dell'iter burocratico che sarà inviata al ministero e alla Regione. D’altronde c'è una sentenza del Tar che rimette tutto alla Corte costituzionale». Della richiesta di sospensione dell’iter è stata informata anche la Camera di commercio dell’Aquila che probabilmente farà a breve lo stesso percorso.
Oggi il consiglio con ogni probabilità – sono necessari 19 voti a favore su 28 – approverà la sospensione, altrimenti il commissario ad acta questo mese avrebbe mandato gli atti alla Regione che avrebbe dato il via libera entro 3-4 mesi.
«Io ho sempre detto che il decreto di riforma è sbagliato: le Camere di commercio hanno dato grande risposte ai territori», conclude Lanciotti, «ora si apre una riflessione importante a livello nazionale, che porteremo al tavolo di Unioncamere il 18 aprile: si discuterà con tutte le Camere d'Italia il percorso da seguire. Auspichiamo un intervento governativo». (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

