Camera di commercio, fusione entro l’anno

23 Gennaio 2018

L’annuncio di Lanciotti in un incontro all’Aquila. Nel nuovo ente lavoreranno ottanta dipendenti

L’AQUILA. Potrebbe completarsi già entro la fine del 2018 l’iter per la fusione tra la Camera di commercio dell’Aquila e quella di Teramo. Ad annunciarlo è Gloriano Lanciotti, presidente dell’ente camerale teramano nonché direttore della locale Cna. Il nuovo soggetto si chiamerà Camera di commercio del Gran Sasso e manterrà la presenza sul territorio delle due sedi.
«Il percorso ormai è avviato», afferma Lanciotti. «Entro l’anno, se non ci saranno intoppi, la Camera di commercio del Gran Sasso sarà operativa». La fusione, la cui istruttoria è iniziata nel novembre 2016, è una diretta conseguenza del decreto per la riforma e il riordino delle Camere di commercio firmato nell’agosto 2017 dal ministro dello Sviluppo economico.
La nuova legge prevede una serie di accorpamenti, in base ai quali il numero degli enti camerali su tutto il territorio nazionale dovrà scendere da 95 a 60 (in Abruzzo da 4 a 2). Lo scorso dicembre, tuttavia, la Consulta ha congelato la riforma stabilendo che per la sua entrata in vigore va sentita prima la Conferenza Stato-Regioni. Ma se Pescara e Chieti hanno già fatto i compiti a casa ultimando la loro fusione lo scorso 29 dicembre (il nuovo ente camerale conta 100 addetti e oltre 95 mila imprese), L’Aquila e Teramo sono in ritardo per alcune resistenze. La costituenda Camera di commercio del Gran Sasso, comunque, sarà formata da 79mila imprese e avrà una dotazione organica di 80 unità lavorative. Il senso della fusione è quello di razionalizzare i costi (solo sul personale ci sarà un risparmio di circa 468 mila euro l’anno, anche se non ci saranno licenziamenti) e migliorare i servizi.
In attesa che l’unione diventi realtà, le Cna L’Aquila e Teramo, che faranno parte del consiglio del nuovo ente camerale, annunciano di voler rafforzare una collaborazione attivata già nel 2014 con un protocollo d’intesa, dando vita a un tavolo con le banche locali per sensibilizzarle sulla difficoltà dell’accesso al credito delle piccole e medie imprese. Nonostante la ripresa economica si sia ormai consolidata, le pmi continuano infatti ad avere enormi problemi nel farsi prestare i soldi dagli istituti di credito, anche quando hanno a copertura le garanzie dei Confidi.
«In media», ricorda il presidente della Cna L’Aquila Agostino Del Re, «eroghiamo finanziamenti dai 35mila a 40mila euro arrivando a coprire fino all’80% dell’investimento. Ma molto spesso questo non basta a convincere le banche, che continuano a fare molta raccolta e pochi investimenti e a volte fanno di tutto per non portare a buon fine finanziamenti inferiori a 20mila euro, perché per loro poco convenienti».
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