Camera di commercio Sospesa la procedura di fusione con L’Aquila

Il consiglio delibera all’unanimità la richiesta a Regione e ministero Lanciotti: «È il caso di fermare tutto e attendere la Suprema Corte»
TERAMO. Il consiglio della Camera di commercio ieri pomeriggio, all'unanimità dei presenti, ha deciso di sospendere il processo di accorpamento alla Camera di commercia dell’Aquila.
Il presidente Gloriano Lanciotti ha illustrato al consiglio lo stato dell’iter di fusione fra i due enti e ha parlato degli effetti dell’ordinanza del Tar del Lazio che mette in discussione l’intero impianto della riforma che in sostanza ha imposto alle Camere di commercio con meno di 75mila aziende la fusione. Intervenendo sul ricorso presentato dalla Camera di commercio di Pavia, il tribunale amministrativo regionale ha infatti rilevato dei profili di incostituzionalità di alcuni articoli della legge. Da qui la decisione del Tar di rinviare gli atti alla Corte Costituzionale.
«L’eventuale dichiarazione di illegittimità delle norme censurate travolgerebbe tutti gli atti amministrativi emanati sulla base delle stesse norme e, pertanto, si ritiene indispensabile un intervento delle autorità competenti di sospensione dell’iter», si legge nella delibera approvata ieri. Delibera che stamattina sarà inviata alla commissaria ad acta incaricata di gestire la fusione, Fausta Emilia Clementi e anche al presidente della Camera aquilana Lorenzo Santilli.
«Tutti hanno evidenziato l'esigenza di fermare il treno», commenta Lanciotti, «non ha senso andare avanti se poi la legge sarà osservata dalla Corte Costituzionale. Per questo chiediamo di sospendere l’iter alla Regione e al ministero dello Sviluppo economico. Auspichiamo che Regione recepisca questa istanza: già Emilia Romagna, Lazio e Piemonte hanno deliberato la sospensione della procedura in corso». L’ente teramano, peraltro, è fra la ventina che ha inviato una lettera al presidente di Unioncamere Carlo Sangalli: «gli chiediamo un incontro urgente, prima dell’assemblea nazionale dei 18 aprile. Gli chiediamo di inserire all'odg una riflessione sul sistema camerale nel mutato quadro di contesto e poi un chiarimento sull'iter procedurale. Auspichiamo intervento governativo per dirimere questione complessa e confusa», conclude Lanciotti. (a.f.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.

