Camera mortuaria nella Villa: è polemica

Roseto, la cappella annesa all’edificio utilizzata spesso per tale scopo. Il Comune: «E’ tradizione»
ROSETO. «La villa comunale non può essere utilizzata come una camera mortuaria». A lamentarsene sono alcuni frequentatori della struttura rosetana, i quali fanno notare l’uso, a loro dire improprio, della cappella annessa alla villa a volte impiegata come camera ardente prima di un funerale. «Non mi sembra una cosa corretta», sostiene di un pensionato rosetano, già amministratore comunale negli anni ’70, il quale ha preferito restare anonimo, «soprattutto sotto il profilo legale, senza considerare l’aspetto igienico. La villa è un bene di tutti i rosetani, utilizzato per ogni genere di spettacolo oltre che di mostre e convegni, pertanto mi sembra quantomeno inopportuno che a volte il salone principale venga trasformato in un obitorio, così come avviene per la cappella sconsacrata che si trova sempre all’interno del parco della villa comunale». Infatti, la chiesetta – anch’essa facente parte del complesso già proprietà della famiglia Ponno, acquistato dal Comune negli anni ’70 – è stata ristrutturata da qualche anno e a volte viene utilizzata per ospitare le salme prima che vengano trasferite nella parrocchia di appartenenza per il rito religioso. Insomma, una sorta di sosta intermedia, per consentire a parenti e amici del caro estinto, in genere persone molto conosciute, di porgergli l’estremo saluto in un luogo ampio e tranquillo, evitando così lunghe code nell’abitazione o all’obitorio dell’ospedale.
«Mi chiedo se tutto questo sia legale», dice ancora l’ex amministratore comunale, «soprattutto quando c’è la necessità di effettuare la visita necroscopica da parte del medico legale. Io credo che se si vuole trasformare la villa in un obitorio, allora sarebbe necessario trasformare la struttura, dotandola delle attrezzature necessarie in locali simili». Dal Comune fanno sapere che si tratta di una tradizione che va avanti da quando la villa è diventata patrimonio comunale, e viene concessa gratuitamente nel caso di eventi particolari o quando scompaiono personaggi molto conosciuti a Roseto. «Non abbiamo mai avuto lamentele in tal senso», spiegano dal Comune, «ma qualora ci dovesse essere un esposto in tal senso, allora la questione verrà esaminata a fondo e, nel caso si riscontrino impedimenti effettivi, non esiteremmo a interrompere questa usanza. Fino a quel momento le cose non cambieranno».
Federico Centola
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