Camionista schiacciato, scatta l’inchiesta

5 Dicembre 2019

Al momento non ci sono indagati, atteso oggi l’incarico per l’autopsia. Il 53enne lascia la moglie e due bambini

COLONNELLA. Sarà aperta un’inchiesta del pubblico ministero Davide Rosati sulla morte di Giovanni Palestini, l’autotrasportatore 53enne di Grottammare (Ascoli Piceno) schiacciato dal camion con cui lavorava e deceduto poco dopo il trasporto all'ospedale di Teramo nella serata di martedì. I carabinieri della compagnia di Alba Adriatica hanno messo nero su bianco una prima ricostruzione: sembra che il camionista, nel piazzale della Matricardi Trasporti di contrada Valle Cupa a Colonnella, stesse svolgendo alcune manovre per agganciare la motrice al rimorchio. I due mezzi (che sono stati sequestrati) pare non stessero in piano, per cui Palestini non si sarebbe accorto del movimento del rimorchio carico, rimanendo schiacciato tra questo e la motrice. Le sue urla hanno richiamato l’attenzione di un'altra persona che si trovava nel piazzale e che ha dato l’allarme al 118. La tragedia è avvenuta poco dopo le 20; un paio di ore dopo, il decesso al Mazzini di Teramo dovuto al gravissimo trauma cranico subìto nell’impatto. Al momento, non ci sarebbero indagati. Insieme ai carabinieri, nell’azienda di Valle Cupa, è arrivato anche il servizio della Asl che si occupa della sicurezza sul lavoro per i rilievi.
Giovanni Palestini, per tutti Gianni, era dipendente della ditta colonnellese di logistica e trasporti. Era molto conosciuto nella sua Grottammare dove lascia moglie e due figli piccoli, un maschietto e una femminuccia. Grottammare si prepara al rito funebre ma non è dato sapere, al momento, quando si svolgerà. Infatti, la procura della Repubblica di Teramo non ha dato il nulla osta alla riconsegna della salma perché già oggi potrebbe incaricare un medico legale per l’autopsia, dal cui esito forse si riusciranno a capire meglio i contorni dell’ennesima morte bianca.
Sulla tragedia di Colonnella è arrivata una nota della Cgil provinciale, che scrive: «La Cgil da tempo ha assunto il tema della sicurezza sul lavoro come centrale in tutte le rivendicazioni ma, purtroppo, tutto questo non è abbastanza. Continuano a mancare controlli, azioni volte a tutelare la salute dei lavoratori e continua a mancare la cultura della sicurezza che dovrebbe essere fondamentale in tutte le attività produttive. Per invertire questa tendenza, anche per il rispetto dovuto a tutte le vittime a partire da quella di ieri, si dovrà rafforzare l’azione di tutti, istituzioni in primis».
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