Camorrista picchiato in carcere indagini chiuse per 5 detenuti
TERAMO. E’ con l’accusa di lesioni aggravate che il pm Silvia Scamurra ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per cinque detenuti del carcere di Teramo che a maggio colpirono con uno...
TERAMO. E’ con l’accusa di lesioni aggravate che il pm Silvia Scamurra ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini per cinque detenuti del carcere di Teramo che a maggio colpirono con uno sgabello un altro detenuto facendolo finire in coma farmacologico. I cinque, tutti campani, nel frattempo sono stati trasferiti in altri penitenziari. Le indagini hanno accertato che in quell’occasione si sarebbero fronteggiati esponenti di diversi clan camorristici. La mattina del 6 maggio un agente di polizia penitenziaria di guardia al reparto “protetti” sentì delle urla provenire dalla sala ricreativa. In pochi secondi arrivò sul posto e vide cinque uomini darsela di santa ragione. Con non poca fatica si riuscì a stabilire la calma, ma il detenuto Palladino Spallieri era a terra dopo essere stato colpito alla testa da uno sgabello. Immediati i soccorsi, prima del personale medico interno al carcere, poi del 118. Il giovane 28enne nato a Maddaloni venne trovato con una profonda ferita alla testa, infertagli con uno sgabello. La successiva Tac eseguita all’ospedale Mazzini accertò un vasto ematoma nella zona temporale destra del cervello. Per questo venne sottoposto a un intervento per la rimozione dell’ematoma e successivamente ricoverato in rianimazione in prognosi riservata. Le indagini chiuse hanno permesso di accertare che quel giorno i due gruppi si affrontarono per vecchie questioni. Un episodio, quello avvenuto in carcere, che sollevò polemiche da parte dei sindacati che ormai da tempo denunciano il sovraffollamento del carcere teramano e il numero inadeguato di agenti di polizia penitanziaria.
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