Campagna vaccinale a rilento: 498 quarte dosi in due settimane

26 Settembre 2022

Numeri molto bassi, ma sono destinati a crescere quando ci sarà l’apertura a chi ha meno di 60 anni e quando sarà possibile ricevere contemporaneamente il vaccino antinfluenzale e l’anti-Covid

TERAMO. Non decolla in provincia di Teramo – ma l’andamento è lo stesso delle altre province abruzzesi – la campagna di somministrazione della quarta dose del vaccino contro il Covid. Dopo due settimane si può fare un primo bilancio: dal 12 settembre, giorno in cui questa vaccinazione si è resa disponibile per gli over 60, i fragili e gli operatori sanitari, nei due hub vaccinali di Teramo e Giulianova sono state inoculate 498 dosi. L’azienda sanitaria ritiene il risultato modesto, ma a dire il vero non sorprendente: le aspettative degli addetti ai lavori alla partenza della campagna non erano molto alte. La stagione che fino a pochi giorni fa era ancora estiva, il calo dei contagi e soprattutto il fatto che non si registrano più polmoniti da coronavirus, tanto che praticamente tutti i ricoverati nei reparti Covid ormai sono pazienti con altre patologie, sono tutti fattori che incidono sulla sensibilità della popolazione, non invogliandola a vaccinarsi. In ogni caso, l’hub di Teramo resta aperto dal lunedì al sabato (8-14), quello di Giulianova il martedì, giovedì e sabato (sempre 8-14) e ci si può vaccinare anche dai medici di famiglia.
Ora è arrivato anche a Teramo un altro tipo di vaccino, che rispetto a quello disponibile finora copre altre varianti del coronavirus (le Omicron BA4 e BA5): la Asl ne ha a disposizione 1.900 flaconi, ognuno dei quali corrisponde a sei dosi (11.400 in totale). Non ci si aspetta, tuttavia, che questo nuovo prodotto faccia decollare la campagna. Semmai un aumento delle vaccinazioni è atteso quando sarà possibile fare insieme la vaccinazione antinfluenzale e quella contro il Covid. Anche l’arrivo del freddo giocherà un ruolo, ma probabilmente il fattore più importante per una crescita dei numeri sarà il via libera – che le Asl attendono dalla Regione – delle quarte dosi anche per chi ha meno di 60 anni.
Sullo sfondo dello stallo della campagna vaccinale c’è, comunque, un aspetto su tutti: non è attesa una nuova ondata Covid, e quella che era una pandemia viene ormai considerata un’endemia. Non è certo sorprendente che oggi, come preannunciato il 3 settembre scorso al Centro dal direttore generale Maurizio Di Giosia, i quattro ospedali della Asl di Teramo torneranno all’assetto che avevano a fine 2019, prima dell’esplosione dell’emergenza. Questo significa che i reparti che erano stati accorpati nel marzo del 2020 per consentire la creazione di reparti Covid torneranno alla loro autonomia, recuperando il personale che era stato destinato a combattere la pandemia. Al Mazzini di Teramo tornano separate la Chirurgia vascolare dall’Urologia e l’Otorino dalla Chirurgia toracica. Ad Atri, Giulianova e Sant’Omero cessa l’accorpamento della Chirurgia e dell’Ortopedia.
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